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Cantieri a Palermo, nuove interruzioni per le auto: in via Crispi traffico in tilt e proteste

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PALERMO. Lasciate ogni speranza o voi che... guidate. La chiusura parziale di via Crispi per il proseguimento dei lavori dell'anello ferroviario e le deviazioni al Foro Italico per il completamente del collettore fognario. Tra chiusure, divieti e restringimenti, muoversi in città in questi giorni equivale a imbattersi tra i sentieri dell'Inferno cantato da Dante. Lunghe e interminabili code di auto hanno dato il buongiorno agli automobilisti palermitani che questa mattina hanno dovuto percorrere via Crispi.

Proprio su via Crispi, il Comune ha emesso nei giorni scorsi un'ordinanza per istituire il divieto di sosta e di fermata lungo la strada che costeggia il porto, giusto nel giorno in cui parte anche il maxicantiere e i lavori della Tecnis, finalizzati invece al potenziamento della metro cittadina con nuove fermate. Gru e trivelle in azione, un ulteriore disagio, dunque, che si unisce alle operazioni di imbarco delle navi dopo che è stato innalzato il livello di sicurezza antiterrorismo. E le proteste non tardano ad arrivare: tra residenti e commercianti è nata anche l'associazione "Amari cantieri" che oggi è scesa in strada per dare vita a un sit-in. Una manifestazione prevedibile, considerando "l'amara" ordinanza del divieto di sosta e fermata.

Niente auto neanche nel tratto di via Crispi, lato monte, compreso tra via Gerbasi e via Belmonte. Anche qui il motivo riguarda i lavori di spostamento di una linea di alta tensione della Terna. Sulla carreggiata lato mare, invece, si potrà circolare a doppio senso. Lavori e cambiamenti  "grossi" che stanno trasformando notevolmente una delle arterie principali della città. Tanto che la settimana scorsa l'amministrazione aveva invitato gli automobilisti - tramite una nota - a cercare strade alternative a piazza XIII vittime e via Francesco Crispi.

Cartelli al collo, commercianti e automobilisti denunciano - mostrando un esposto - il «tranello ferroviario: 700 metri costati finora 170 milioni, per un'opera ancora in gran parte irrealizzata», e la «connivenza tra Tecnis e amministrazione che autorizza varianti e finanziamenti milionari per un'opera che non va avanti provocando solo danni alla salute dei cittadini»; una ulteriore espansione del cantiere, insomma, «senza che non siano ultimati i lavori nell'area già occupata, »una estensione dei termini per il completamento dell'opera« e »una lievitazione dei costi da 76 milioni a 172 milioni«, secondo quanto hanno dichiarato. Intanto, nel weekend in via Crispi il traffico era andato in titl a causa dei controlli di sicurezza al porto imposti dalle nuove norme di sicurezza antiterrorismo che hanno avanti già da diverse settimane. Lunghe code e attese interminabili sono sfociate nella protesta degli autotrasportatori, da ore in attesa per imbarcarsi.

 

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