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LE INTERCETTAZIONE

L'affitto pagato, le magliette e lo sfogo dell'assessore contro Maniaci: questa è estorsione

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PALERMO. Già nel 2013 gli investigatori capiscono che nei rapporti tra il giornalista Pino Maniaci e gli amministratori locali c'è qualcosa di poco trasparente. Secondo i pm, la prima vittima accertata delle estorsioni del giornalista di Telejato sarebbe stato l'assessore al Comune di Borgetto, Gioacchino Polizzi, che ha però negato di avere ricevuto minacce.

Proprio sulla scorta della mancata evidenza di minacce o di violenza da parte di Maniaci, il gip non riscontra i gravi indizi di colpevolezza del giornalista. Il duro sfogo di Polizzi con il sindaco protempore di Borgetto, Giuseppe Davì, è però sintomatico del clima che si respirava. L’assessore infatti diceva di essere stato in qualche modo indirizzato dal sindaco e da Maniaci a regalare una partita di magliette per duemila euro e a pagare tre mensilità di affitto per la sua casa.

“Ha voluto - dice Polizzi - le magliettine gratis da me... ha voluto duemila euro di magliettine gratis e ha voluto tre mesi di casa in affitto che l'ho pagata io di tasca mia... questa è estorsione... questa è pure estorsione... gli devi andare a dire a Pino Maniaci, e mi avete obbligato tu e lui pure... Vattene da Pino Maniaci perché succede la terza guerra mondiale... Vacci da Pino Maniaci Giusè... te lo sto dicendo a te io... e non faccio... non faccio passi indietro”.

Il sindaco Davì cercava di placare Polizzi, senza riuscirci: "Lui è mafioso, lui ha fatto estorsione nei miei confronti, io lo denuncio - prosegue l'assessore - prendo dieci avvocati prendo... appena fa il mio nome... io te lo sto dicendo e vi tiro a tutti in ballo... io ve lo sto dicendo non mi disturbate... Giusè... e tre mensilità d’affitto”.

"Ah... ora è colpa mia... - si difende Davì - e io questo lo faccio... però non è colpa mia Iachì...". "Tu fai quello che ti dico io - aggiunge Polizzi - perché io per te mi sono fatto in quattro, tu fai quello che ti dico io perché... lui appena fa il nome mio... io me ne vado in televisione e vi dico quello che vi devo dire... A tutti, e poi vediamo se lui qua... vediamo chi ci scende a compromessi, a me la mafia mi fa schifo... con questi minchia di parenti che ho… a me che minchia me ne fotte dei parenti… neanche parenti miei sono Giusè!”.

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