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L'INCHIESTA DI BORGETTO

Borgetto, Maniaci nell'ufficio del sindaco: "Benedetta la liquidità... Sborsate!"

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PALERMO. “Benedetta la liquidità... Sborsate!”, diceva Pino Maniaci il 10 giugno del 2014 entrando nell’ufficio del sindaco di Borgetto, Gioacchino De Luca. Il primo cittadino, come se fosse un gesto abituale, senza protestare, estraeva il denaro dalla tasca e, con tono dimesso e sconfortato, si  limitava a dire “guarda che bellezza… mi vieni a sfilare…”, mentre contava i soldi.

La scena viene ripresa dalle telecamere dei carabinieri che stamattina hanno arrestato nove persone e hanno notificato al giornalista Maniaci il divieto di dimora a Partinico. Maniaci prendeva i soldi e diceva: “Mi dai 250 euro”. E De Luca, rassegnato: “Sì, 400 te ne devo dare e contava altre banconote. Consegnata la somma dice: “Ci dovremmo essere…”.

Secondo gli inquirenti Pino Maniaci, forte del potere mediatico nel circondario jatino, avrebbe cominciato a sfruttarlo per vessare vari amministratori locali che, intimoriti dalle notizie lesive della loro immagine e reputazione, artatamente paventate dal direttore di Telejato, vengono costretti a versare anche periodicamente somme di denaro per evitare o prevenire la divulgazione di servizi lesivi del loro operato e della loro onorabilità.

Il 29 luglio 2013, infatti, Maniaci su Telejato faceva riferimento a presunte collusioni e ingerenze tra la famiglia di Borgetto, retta da Nicolò Salto, il sindaco De Luca e i carabinieri della zona. “In ogni paese della Sicilia – dice nel servizio – c’è un campanile, una caserma dei carabinieri e ovviamente la politica e la cosca mafiosa o il boss di turno e insieme convivono. A Borgetto succede un po’ la stessa cosa”.

L’8 gennaio del 2014 Telejato parlando delle problematiche del Comune di Borgetto e dei beni confiscati a Benedetto Valenza, criticava il comportamento del sindaco De Luca che il 25 agosto precedente aveva consegnato a Valenza una targa come ringraziamento per avere messo a disposizione del Comune alcuni locali per una mostra. Ad agosto il sindaco parla con  il portavoce che va a Telejato per impedire che venga trasmessa una “sorpresa”, annunciata a De Luca da Maniaci. Dalle successive intercettazioni, gli inquirenti capiscono che ci sarebbe un accordo per evitare la messa in onda di alcuni servizi.

Maniaci, in quest’occasione, direbbe di essere disponibile a emettere un assegno nei confronti di De Luca, come garanzia del rispetto dell’accordo, in attesa dei soldi del sindaco se tutto si fosse risolto per il meglio. “Se poi – dice il giornalista – quello vuole pure un assegno, ci faccio pure un assegno… Non è che a mia mi interessa”. A quel punto il portavoce fa riferimento all’eventuale utilizzo del contratto pubblicitario sottoscritto dal sindaco con Telejato per giustificare il trasferimento di denaro a Maniaci: “Non ha pubblicità pure lui con te?... e li scomputi da là”.

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