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TRIBUNALE

"Uccise e bruciò il cadavere della moglie", Maniscalco condannato a 20 anni

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A San Giuseppe Jato

PALERMO. Condannato a 20 anni di reclusione Salvatore Maniscalco l’uomo accusato di aver ucciso e bruciato il cadavere della moglie, Concetta Conigliaro a San Giuseppe Jato in provincia di Palermo. I resti della ventisettenne furono ritrovati carbonizzati in un casolare di campagna, a condurre i carabinieri in contrada Giambascio fu proprio Maniscalco, difeso dall’avvocato Salvatore Ferrante, che avrebbe ucciso Concetta colpendola con un arnese e una volta morta avrebbe bruciato il cadavere all’interno di un fusto in metallo. Condannati per il delitto pure Vincenzo ed Antonino Caltagirone, zio e cugino dell’uxoricida. Il primo difeso dall’avvocato Enrico Bennici. Il secondo dall’avvocato Giuseppe Pinella. Padre e figlio erano accusati di occultamento di cadavere. Tre anni la pena per Vincenzo Caltagirone, ai domiciliari per motivi di salute, 4 anni e otto mesi, invece, la condanna per Antonino Caltagirone. La sentenza con il rito abbreviato è stata emessa dal giudice Sergio Ziino. Il giudice ha accolto le richieste dei pm Gianluca De Leo e della collega Ilaria De Somma. Le figlie di Concetta Conigliaro erano assistite dall’avvocato Roberta Pezzano.

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