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L'INCHIESTA

Palermo, il primario Tutino si difende dopo l'arresto: «Gli interventi non erano per estetica»

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Il medico risponde ai giudici: «Le operazioni chirurgiche fatte solo per correggere malformazioni. I soldi? Per l’attività privata»

PALERMO. Quasi sei ore di interrogatorio, una raffica di risposte e precisazioni. E particolari inediti. Non si è certo tirato indietro il primario Matteo Tutino davanti al giudice Giovanni Francolini e al pm Luca Battinieri che lo interrogavano. Arrestato per peculato, abuso, falso e truffa, si è difeso su tutta la linea.

Ma ecco nel dettaglio tutti i temi trattati e la sua versione dei fatti.  La procura gli contesta undici operazioni che non si sarebbero mai dovute svolgere in una struttura pubblica. Erano estetiche e non funzionale, dice l’accusa, quindi non previste dal sistema sanitario regionale. Tutino, assistito dagli avvocati Giovanna e Daniele Livreri e Rosaria Zarcone, sostiene esattamente il contrario ed ha citato l’interpretazione della legge che vige nella Regione Lazio.

 

Gli interventi di riduzione del seno negli uomini, la correzione di malformazioni nasali, ha detto il primario, sono da considerare funzionali e non estetici. In taluni casi anche la riduzione dell’addome può essere considerata funzionale, laddove collegata a disfunzioni ghiandolari. In uno dei casi contestasti, ha sottolineato il dottore, il paziente aveva sia seno che pancia, ma la patologia era esattamente identica, non si poteva intervenire su un punto e ignorare il resto. E il paziente era ampiamente sovrappeso, non perchè mangiava troppo, ma per problemi disfunzionali.

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