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PALERMO

Caso Tutino, il primario incastrato anche dalle testimonianze di alcuni colleghi

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PALERMO. Matteo Tutino era il medico che  ha eseguito interventi estetici a tante persone che contano nell’isola e non solo. Era l’uomo che con i suoi modi persuasivi riusciva a convincere l’interlocutore che era fondamentale un ritocco per ringiovanire, sembrare più bello, più giovane.  Il primario della Chirurgia Plastica dell’ospedale Villa Sofia prometteva l’elisir di giovinezza a quanti speravano con i bisturi di eliminare i segni della vecchiaia. "Sarebbe il lifting medio-frontale, ti sospendo il grasso, le staminali, sì, le staminali, il naso se mi lasciassi fare, staresti benissimo, il naso ti ringiovanirebbe. Ti faccio il corpo molto bello, col body jet ti definisco il gluteo, te lo faccio brasiliano". Prometteva a tutti l'eterna giovinezza: un viso fresco, un seno da pin up e un sedere da sfilata al Carnevale di Rio.

Matteo Tutino, 53 anni, esuberante primario di chirurgia maxillo-facciale all'ospedale Villa Sofia di Palermo, aveva un rimedio per tutto: piccoli e grandi difetti, occhiaie, borse, adipe localizzato. Solo che gli interventi miracolosi proposti ai pazienti li avrebbe effettuati in ospedale, struttura pubblica in cui non potevano essere eseguiti, e a carico del Servizio Sanitario. Il tutto spacciandoli per "funzionali", necessari, cioè, alla cura di patologie. E così la plastica che trasformava un naso aquilino in un nasino alla francese diventata un fondamentale intervento di rinoplastica, indispensabile alla cura di gravi problemi respiratori.

Dopo oltre un anno di indagine, i nodi sono venuti al pettine e Tutino è finito nei guai. Le accuse sono di truffa, falso, peculato e abuso d'ufficio. Ieri è arrivata anche la sospensione serata il medico è stato sospeso dall'incarico. A inchiodarlo, oltre ai dati emersi dalle analisi documentali fatte dai carabinieri del Nas guidati da Giovanni Trifirò, anche le testimonianze di alcuni colleghi del medico che, per essersi opposti alla sua gestione disinvolta del reparto, hanno subito vessazioni di ogni tipo. Due per tutti Francesco Mazzola e Dario Sajeva. Oltre a Tutino, sono indagati Damiano Mazzarese, dirigente del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell'azienda ospedaliera, l'ex commissario dell'azienda sanitaria Giacomo Sampieri e il direttore sanitario Maria Concetta Martorana. Per Martorana e Mazzarese la Procura ha chiesto al gip la misura interdittiva della sospensione dagli incarichi.

L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Leonardo Agueci e dal pm Luca Battinieri. I magistrati hanno incontrato l'assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino, che è andata in Procura a ribadire la volontà di collaborare con gli investigatori. L'inchiesta, oltre a mettere in luce i lauti guadagni incassati da Tutino che, per ogni intervento eseguito indebitamente nella struttura pubblica prendeva tra i 2000 e i 3500 euro, traccia un ritratto inquietante del protagonista della vicenda: “Un uomo - dice il gip - in grado di piegare ai propri fini anche personaggi gerarchicamente a lui sovraordinati, come Martorana e Sampieri”.

Quest'ultimo, ad esempio, avrebbe impedito che avesse corso un procedimento disciplinare a carico del chirurgo. "Tutino, scrive il giudice, si è avvalso del suo strettissimo rapporto coi vertici aziendali persino per ottenere con celerità documenti da altri dipendenti". Il gip parla di "valutazione decisamente negativa della personalità dell'indagato" che ha mostrato una "spiccatissima capacità di delinquere", ha "ripetutamente violato i propri doveri danneggiando il servizio pubblico anche per lucro personale" e " ha fatto leva sulle entrature politiche ai più alti livelli per accreditare la propria posizione".

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