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PALERMO

Orlando non molla, chiuderà anche il Cassaro: l’ordinanza entro il 2 luglio

PALERMO. "La proposta dell'amministrazione è istituire una sorta di ufficio speciale denominato Arabo-normanno per un programma di recupero di strade e marciapiedi nell'area che potrebbe diventare patrimonio dell'Umanità". Lo ha annunciato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, in aula nell'intervento conclusivo dei lavori del Consiglio comunale, che è stato convocato per discutere del piano di pedonalizzazione del Cassaro.
La proposta dell'amministrazione è funzionale ad ottenere il prestigioso riconoscimento dell'itinerario arabo normanno di Palermo, Cefalù e Monreale a patrimonio dell'Umanità". "L'ufficio sarà composto da genio civile, aziende partecipate e polizia municipale - ha aggiunto Orlando - Abbiamo l'esigenza di mandare un segnale chiaro prima del 2 luglio perché stiamo facendo sul serio". Riferendosi alle perplessità espresse dai residenti e commercianti che temono una desertificazione dell'area per la chiusura al traffico di corso Vittorio Emanuele, Orlando ha detto: "Su 19 monumenti inclusi in questo percorso 10 si trovano fuori dal centro storico. Chi si trova nel circuito dell'itinerario arabo-normanno in prospettiva avrà un vantaggio in termini di ricaduta economica. Il riconoscimento del percorso di Palermo, Monreale e Cefalù a patrimonio dell'Unesco è un pretesto per ripensare la città di Palermo".
LA PROTESTA DEI RESIDENTI. La proposta del comune di pedonalizzare l'asse viario di Corso Vittorio Emanuele a Palermo così come elaborata dall'amministrazione non piace ai residenti del centro storico. La scelta dell'amministrazione è funzionale ad ottenere il riconoscimento da parte dell'Unesco dell'itinerario arabo-normanno di Palermo, Monrale e Cefalù. "Se l'itinerario otterrà il riconoscimento il comune per ogni abitante dovrà versare ogni anno 0,30 centesimi per l'iscrizione a patrimonio Unesco di questo percorso e indicato anche in una delibera comunale - dice l'avvocato Chiara Modica Dona Dalle Rose del comitato dei residenti, proprietari ed esercenti di via Vittorio Emanuele - La pedonalizzazione non è condizione per entrare nel percorso arabo normanno, perché il percorso stesso è considerato sito seriale. Siamo d'accordo a inibire corso Vittorio Emanuele alle auto, ma non 24 ore su 24 come vuol fare l'amministrazione". "Suggeriamo di individuare delle fasce orarie di libero accesso e per farlo basterebbe trasformare l'area in zona a traffico limitato rispettando la volontà del consiglio comunale - aggiunge - che ha già dato l'ok all'istituzione delle Ztl in città".
"E' gravissimo circoscrivere il transito in corso Vittorio Emanuele a poco più di quattrocento famiglie vincolandolo al requisito della residenza - prosegue - in questa area vivono anche persone non residenti a Palermo, ma che hanno fatto investimenti e acquistato immobili. La nostra proposta è quella di consentire non solo ai residenti ma anche ai proprietari di immobili, commercianti e studenti l'accesso in quest'area".

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