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PALERMO

Intimidazione allo chef Natale Giunta: "Difficile andare avanti"

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Qualcuno ha preso a colpi di mazza la porta della cucina del ristorante "Castello a mare"

PALERMO. I carabinieri indagano su un'intimidazione subita ai danni dello chef Natale Giunta. La scorsa notte ignoti hanno preso a colpi di mazza la porta della cucina. E' scattato l'allarme al ristorante "Castello a mare". Secondo lo chef è l'ultimo di una serie di intimidazioni. Appena alcune settimane fa i bagni del locale erano stati danneggiati a colpi di bottiglia.

Accusati di estorsioni allo chef Giunta: in 3 condannati in appello. Nomi e foto

"Cerco sempre di rialzarmi, ma è davvero difficile andare avanti con questa continua pressione. Vivo nel terrore, anche la scorsa notte mentre ero a letto dopo una lunga giornata di lavoro sono dovuto andare di corsa al locale per vedere l'ennesimo scempio". Natale Giunta lo chef famoso per la partecipazione alla trasmissione su Rai Uno La Prova del Cuoco, racconta la nuova intimidazione subita la scorsa notte. "Sono arrivati con mazze e picconi e hanno devastato la porta della cucina - aggiunge Giunta - Non si fermano davanti a nulla. Al sistema di allarme, ai controlli dei carabinieri che avvengono nel locale ogni quindici minuti. Sono davvero stanco di dovere subire queste aggressioni. Appena tre settimane fa qualcuno si è intrufolato nel locale nel corso di una festa e ha distrutto i bagni e le fotocellule del sistema di allarme. Tutto a colpi di bottiglie. Vergognoso. Ho denunciato gli estorsori, ma adesso vivo nel terrore e nell'angoscia".

Proprio in questi giorni la corte d'Appello ha confermato le condanne in appello per i tre accusati di estorsione nei confronti dello chef e da lui denunciati. Ai tre imputati è stata riconosciuta l'aggravante nell'aver favorito la mafia che, per due degli accusati, in primo grado era caduta. La pena più alta, 6 anni, è toccata ad Antonino Ciresi: sarebbe stato lui a chiedere a Giunta, noto per le sue apparizioni al programma La Prova del Cuoco, di pagare duemila euro a Natale e duemila a Pasqua per "mettersi a posto" con l'associazione mafiosa. Rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e a 4 anni sono stati condannati, invece, Alfredo Perricone e Giuseppe Battaglia, imputati di avere fatto da mediatori con i taglieggiatori.

La tentata estorsione risale al 2012, quando Giunta gestiva una società di catering. Fu lui a denunciare la richiesta di pizzo e le successive intimidazioni e i danneggiamenti subiti. Allo chef e altre parti civili costituite - tutte associazioni antiracket - la Corte d'Appello ha confermato i risarcimenti disposti in primo grado. Per la vicenda è in corso un altro processo d'appello per gli imputati che, al contrario di quelli odierni, giudicati in abbreviato, hanno optato per il rito ordinario.

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