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RESET

Si chiude l'era Gesip, firmato accordo: ecco il percorso per il lavoro a 40 ore

La firma permette il transito di 1.600 operai nella nuova azienda. Subito in Reset 950 lavoratori che nel corso dei mesi passeranno da 28 a 40 ore lavorative

PALERMO. Si chiude l’era Gesip: la scorsa notte è stato siglato l’accordo che consentirà il transito dei circa 1.600 operai presso la Reset.  L’intesa permette di salvare tutti i lavoratori: senza firma sarebbero partiti i licenziamenti e l’interruzione dei rapporti, anche per via del blocco delle assunzioni, sarebbe stata tragica per gli operai.
Tutti i lavoratori partiranno inizialmente 28 ore ma nel tempo è previsto un percorso che li riporterà a 40 ore.

In primo luogo, entro tre mesi dovrebbero passare a trenta ore non appena si concretizzerà la possibilità di utilizzare i risparmi derivati dall’Iva (almeno 5 milioni) e dall’Irap. Quindi, così come era stato richiesto dalla Uiltucs, il finanziamento di 29 milioni sarà aumentato di 3 milioni l’anno: 3 milioni nel 2016, 6 milioni nel 2017 e 9 milioni nel 2018. L’altro nodo era quello del rapporto con le altre partecipate. La Uiltucs spiega inoltre che con gli esodi che si potranno realizzare sia su Reset sia sulle altre società, si potranno concretizzare notevoli risparmi. La stima del sindacato è di 300 prepensionamenti possibili in tutte le partecipate: per ogni 150 si risparmierebbero altri 5 milioni. Intanto il sindaco ha già inviato una lettera alle partecipate dicendo che se non accelereranno sugli esodi, il Comune procederà col ridimensionamento dei contratti di servizio.

Intanto i primi 950 operai Gesip andranno subito in Reset secondo l’anzianità di servizio mentre la rimanente parte verrà collocata in cassa integrazione in deroga (stamattina è stata formalizzata la richiesta all’ufficio provinciale del lavoro) e al primo giugno saranno assunti in reset.

Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia, esprime “soddisfazione per la chiusura dell’era Gesip, con particolare riferimento agli ultimi tribolati anni vissuti dai lavoratori, e per l’inserimento degli operai nella Reset, ovvero nel sistema più ampio delle partecipate”. Flauto aggiunge che “pur non essendo stata accolta nell’immediato la legittima richiesta di riportare i lavoratori allo stato pre-cig, per la prima volta l’accordo traccia una strada certa di prospettiva su cui lavorare. Saremo certamente impegnati nella gestione degli accordi sottoscritti per il superamento delle attuali deroghe fino al conseguimento di rapporti di lavoro a 40 ore con l’applicazione di tutti gli istituti contrattuali”.

© Riproduzione riservata

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