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La movida del boss a Palermo, sequestrato il pub di Nicchi

I magistrati hanno ricostruito le attività dei familiari del capomafia. Redditi modesti, ma acquisti nei negozi di lusso e interventi estetici per migliaia di euro. Per i giudici era lui il padrone occulto di un locale a Ballarò. A gestirlo sarebbe stato il suo favoreggiatore Luigi Giardina

PALERMO. Sequestrato il pub-trattoria del boss Gianni Nicchi. Come si legge sul Giornale di Sicilia in edicola, era lui, secondo i giudici, il padrone occulto di un ritrovo frequentatissimo a Ballarò, punto di riferimento per la movida palermitana. Il locale si chiama «Cu mancia fa muddichi» e si trova in via Nunzio Nasi a pochi passi da piazza Albergheria. Il provvedimento è stato emesso dai giudici della sezione misure di prevenzione del Tribunale, (presidente Silvana Saguto, Luigi Chiaramonte e Fabio Licata) e si basa su una serie di intercettazioni scattate quando il giovane capomafia era ancora latitante.

Nel 2009 gli investigatori gli stavano alle costole e ascoltavano gran parte delle conversazioni del nucleo familiare, tra cui quelle con la moglie, Rossana Addotto, della madre, Lucia Martinelli e della sorella Francesca Nicchi, convivente con Luigi Giardina, condannato poi per favoreggiamento aggravato a 3 anni e 3 mesi nei confronti di Nicchi e considerato il suo fedele tuttofare. Giardina, sempre secondo la ricostruzione dei magistrati, era il gestore del locale di Ballarò, intestato formalmente ad altri personaggi.

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