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QUINTA GIORNATA

Palermo, che modulo contro il Genoa? Ecco tutte le armi a disposizione di Corini

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Eugenio Corini

Dopo le dimissioni di Baldini è andato in soffitta il collaudato sistema di gioco, quel 4-2-3-1 che unito allo spirito di gruppo ha consentito al Palermo di vincere i play-off. Per la verità il sistema di gioco baldiniano non è stato accantonato subito dopo l’addio del tecnico toscano perché Corini ha avuto l’accortezza di procedere in maniera graduale, inizialmente adattandosi lui alla squadra per poi provare ad adattare i giocatori al suo credo calcistico che fa del 4-3-3 il modulo principale.

A ben ragionare anche il mercato di potenziamento è stato decisamente influenzato da questo sistema di gioco. E molto probabilmente il tecnico non vi rinuncerà. Oggi tuttavia vale la pena chiedersi, dopo le difficoltà di Reggio Calabria, se sia l'unico percorribile o se invece, anche con questi giocatori non si possano creare alternative che rendano la squadra meno prevedibile, meno attaccabile e più incisiva. Magari qualcosa di temporaneo in attesa che il sistema di gioco di Corini diventi ben collaudato e perfettamente oliato.

Come sarà schierato il Palermo per fronteggiare un Genoa che arriva al Barbera forte delle due vittorie esterne e del secondo posto in classifica ma soprattutto spinto dalla esigenza di una immediata risalita in serie A? Un Genoa che nonostante la retrocessione ha confermato Blessin in panchina. Il tecnico tedesco predilige schierare la sua squadra con il classico 4-4-2 con Martinez in porta, difesa con Hefti, Bani, Dragusin e Pajac. Linea di centrocampo con Portanova, Badelj, Frendrup, Aramu ed in avanti i temibili Coda ed Ekuban.

Per contrastare una squadra forte come il Genoa, un'idea per esempio potrebbe essere quella di rispolverare il trequartista facendo giocare Di Mariano più vicino a Brunori, un 4-3-1-2 potrebbe rimettere in campo Floriano alle spalle dei due attaccanti, visto che il fantasista rosanero è stato fra i più positivi in questo inizio campionato. I nomi ovviamente li sceglierà il tecnico: si potrebbe affiancare all'insostituibile Brunori uno fra Vido, Valente, Di Mariano oppure Elia. Ma anche il vecchio 4-2-3-1, al momento potrebbe tornare in voga anche se interpretato da elementi diversi: si pensi ad un centrocampo con Stulac e Segre, con Saric nel ruolo che fu di Luperini e Di Mariano, Valente o Elia a supportare Brunori. Tutte ipotesi, tutte armi che Corini sa di avere a disposizione. Più probabilmente in corsa e non dall'inizio. Difficile immaginare che il tecnico rinunci al suo 4-3-3 anche dopo le difficoltà viste contro la Reggina. Ma soprattutto dalla linea mediana dovranno arrivare le risposte che si attende e che attendono anche i tifosi. Oltre alle geometrie di Stulac e agli inserimenti di Segre, Corini vorrà vedere un Saric pronto a calarsi nella nuova realtà. Senza dimenticare che scalpita anche il giovane Gomes che ha svolto i primi allenamenti con i compagni e non è escluso che possa avere una chance a sorpresa.

Di certo al tecnico rosanero serve tempo per conoscere meglio i giocatori della rosa così come anche i giocatori stessi dovranno conoscersi meglio tra di loro, per diventare squadra, avere un’identità ben precisa che al Granillo è stata la grande assente. Anche per bocca dello stesso Corini.

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