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LA PENALIZZAZIONE

Palermo in Serie C, i giocatori in conferenza stampa. Nestorovski: "Noi derubati"

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Braccia incrociate e volti scuri quelli dei giocatori del Palermo che questa mattina hanno invitato la stampa, a due giorni dalla sentenza della Figc che ha retrocesso i rosanero in Serie C e alla decisione della Lega di B di non sospendere i playoff, ad una conferenza a Boccadifalco.

A prendere la parola per primo il capitano Nestorovski. "Per la prima volta siamo tutti per parlare con voi perché sono giorni fondamentali per il futuro della squadra e della città", ha detto.

L'attaccante, ancora una volta, si assume la responsabilità della squadra così come aveva fatto al termine della partita di sabato scorso contro il Cittadella quando aveva dichiarato che la colpa di non essere stati promossi in Serie A direttamente era proprio dei giocatori.

"Siamo dispiaciuti e delusi - ha continuato -. Abbiamo lavorato per un anno intero, che è stato difficile. Siamo arrivati terzi ma ora ci hanno rubato quanto ottenuto".

I giocatori del Palermo non si danno pace. "L’anno scorso i playoff sono stati posticipati per il caso che ha riguardato il Bari - ricorda Nestorovski -. Adesso fanno sapere che non si possono spostare per i giocatori impegnati in Nazionale, perché quest’anno ci sono queste nuove regole?".

Palermo in serie C, calciatori in conferenza stampa: volti scuri e delusione a Boccadifalco

Subito dopo a prendere la parola è stato il portiere Alberto Pomini. "La nostra presenza qua non è per giudicare il lavoro della Procura, non ci vogliamo nascondere. Le nostre responsabilità ce le siamo prese per non essere andati in Serie A e l'accesso ai playoff ce lo siamo guadagnati sul campo. Vogliamo dimostrare il nostro disappunto".

"È palese che ci sia un conflitto di interessi - aggiunge -. Noi giocatori durante il campionato potevamo fare di più ma adesso la decisione del Consiglio Direttivo non ha senso. Dovevamo disputare i playoff e invece siamo stati retrocessi in C. Se nel secondo grado confermano la sentenza allora sì che ci arrenderemo".

I giocatori rosanero si sono anche confrontati con la società. "Abbiamo parlato con Foschi che ci ha spiegato tutte le difficoltà", ha poi detto Andrea Rispoli - e Tuttolomondo ci ha rassicurato, è una persona molto carica che non molla. Delio Rossi, poi, ci ha detto che bisogna pensare al campo e fare il nostro dovere e se ci restituiranno i playoff faremo del nostro meglio".

I giocatori, il tecnico e la società, dunque, non mollano. Nessun rompete le righe ne aspettative per il futuro ma i rosanero vivono questo periodo giornata per giornata. "Pensiamo ancora che abbiamo due partite in casa, dobbiamo sperare nei playoff perchè la città merita la Serie A", dichiara infine Nestorovski.

A parlare anche Antonio Mazzotta, "ferito" due volte, da giocatore e da palermitano: "Siamo sotto choc. Dopo tanti sacrifici, siamo senza parole e impotenti". Uno stato d'animo, quello del difensore, che è lo stesso di migliaia di tifosi palermitani, pronti a scendere in piazza per manifestare.

I giocatori rosanero, dopo la conferenza stampa, si sono diretti verso il campo per iniziare l'allenamento.

I calciatori hanno anche diramato un comunicato stampa.

"Come protagonisti principali quali siamo, non riusciamo a trovare alcuna giustificazione per il comportamento del Consiglio Direttivo della Lega B che, alla presenza di componenti in potenziale conflitto di interessi e senza un criterio oggettivo o una potestà normativa, decide di prendere una decisione che stravolge le regole a campionato ormai concluso. Ci chiediamo: su quali basi si è deciso di far disputare i play off, quando è stato emesso solo un primo grado di giudizio? Con che criterio i nostri colleghi del Foggia Calcio hanno perso il diritto a disputare i play out?

Rivendichiamo come calciatori del Palermo Calcio il diritto di poterci guadagnare sul campo la vittoria attendendo, quantomeno, la pronuncia della Corte d’Appello Federale. A quel punto accetteremo il verdetto qualunque esso sia. Ma fino ad allora faremo sentire in ogni sede opportuna e possibile la nostra voce perché siamo stati depredati della nostra dignità. Ci hanno tolto il diritto di sudare per un traguardo.

Ci facciamo rappresentanti di una città ferita, di persone che hanno voglia di urlare che, in uno Stato di diritto, così non funziona, che non si possono calpestare i diritti con un colpo di penna deciso in potenziale conflitto di interessi. Continueremo la nostra lotta fino a quando ci sarà possibile accompagnati dall’AIC, con l’intenzione di far valere e tutelare i nostri diritti. I calciatori della prima squadra dell’U.S. Città di Palermo".

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