A SAN SIRO

Il "nuovo" Palermo si prepara alla sfida con l'Inter: pronti Ortiz, Jajalo e Rispoli

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In difesa non ci sarà Andelkovic, squalificato, e allora salgono le quotazioni di Terzi che potrebbe quindi essere rispolverato dopo vari mesi di panchina

PALERMO. Il “nuovo” Palermo riparte oggi in vista della gara di domenica a San Siro contro l’Inter, domenica ore 20,45. Il Palermo del dopo Munoz, il Palermo di Ortiz, Jajalo e Rispoli, da oggi tutti e tre a disposizione di Beppe Iachini. Proprio Ortiz sarà il protagonista della conferenza stampa odierna. Ma Iachini qualche dubbio in attesa del match contro i nerazzurri (oggi giocheranno a Napoli il quarto di finale di Coppa Italia) ancora lo ha.

In difesa non ci sarà Andelkovic, squalificato, e allora salgono le quotazioni di Terzi che potrebbe quindi essere rispolverato dopo vari mesi di panchina. Oppure “spedire” in campo già dal primo minuto il giovane Ortiz, anche se come primo esame a San Siro è un po’ rischioso. Iachini deve capire anche se potrà avere a disposizione Enzo Maresca. A centrocampo tornerà Rigoni, poi Barreto, e poi Bolzoni e Jajalo in corsa per un’altra maglia, sempre se Maresca darà nuovamente forfait. Nessun dubbio per la coppia offensiva composta come sempre da Vazquez e Dybala.

Intanto il responsabile dell’Area Tecnica rosanero, Dario Baccin, parla così del mercato del Palermo: “Direi che posso ritenermi soddisfatto – ha detto a mediagol.it - anche se è chiaro che alla fine di ogni mercato rimane sempre la sensazione che si sarebbe potuto fare di più e di meglio. In ogni caso non avevamo bisogno di fare un mercato rivoluzionario, siamo soddisfatti di aver mantenuto l’intelaiatura della squadra. Di questi tempi tenere i nostri pezzi è già qualcosa di importante. Munoz? Bisogna partire dal presupposto che il Palermo ha fatto veramente ogni cosa, quantomeno nella mia gestione, per rinnovare il contratto al giocatore. Su questo il calciatore non può che concordare. Volevamo continuare il rapporto con lui, ma ci siamo trovati di fronte ad un rifiuto, fa parte del calcio di oggi. A quel punto diventava una situazione da gestire con grande attenzione. Perché un conto è un professionista con cui si discute sui numeri, su una differenza tra domanda e offerta, un altro conto, invece, è dire che si vuole arrivare a scadenza e fare un’esperienza diversa – precisa Baccin -. E’ stato un professionista esemplare fino a 15 giorni fa, ma quando si è capito che le strade si sarebbero separate abbiamo deciso per quella che secondo me è la scelta giusta, separarsi adesso cercando di incassare almeno un minimo dal suo addio. Si è trattato di prestito oneroso? Sì, confermo”.

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