Pd, primarie fra le polemiche in Sicilia: si dimette il segretario di Capaci

Boom di votanti in Sicilia, file ai gazebo. In Sicilia si sarebbe superata la soglia dei 50 mila votanti. Ma le primarie nell'Isola sono state macchiate dalle polemiche e dalle carte bollate. Come è successo nell'Ennese per il caso dei gazebo ritenuti insufficienti e che ha portato alla denuncia alla Procura da parte dei segretari di circolo di Enna, Leonforte e Nicosia.

Ma c'è altro. Salvatore Roccalumera, segretario del Pd di Capaci, si è dimesso dalla sua carica per protestare contro la decisione del partito di non prevedere un gazebo per le primarie e costringere gli elettori, inoltre, ad andare a Carini e non nel più vicino comune di Isola delle Femmine. E il sindaco di Capaci, Pietro Puccio, ex presidente della Provincia di Palermo, ha deciso di non votare.

«Non posso starmene con le mani in mano - dice Roccalumera - e subire una scelta che può essere giustificata solamente dal fatto che i risultati di Capaci nelle passate primarie non sono stati di gradimento di chi oggi occupa i vertici del partito. Ma per questo non si può impedire la partecipazione di persone che con grande entusiasmo hanno sempre sostenuto il Pd in un paese simbolo della lotta alla mafia». Il sindaco Puccio spiega: «con profonda amarezza non andrò a votare. In tanti comuni della Provincia è stato impedito, dall’accoppiata Faraone-Rubino (Davive Faraone, segretario del Pd in Sicilia e Amtonio Rubino, della segreteria regionale, ndr), di allestire i gazebi. Per quanto mi riguarda lo considero uno sfregio al Pd, al mio comune e alla storia democratica di Capaci. Tutto questo è insopportabile. Una vergogna perpetrata da chi, pur di tutelare sé stesso, sfregia il Pd».

Intanto, esponenti del Pd e sindaci di Petralia sottana, Lascari, Villabate, Santa Flavia, Casteldaccia, Bolognetta, tutti nel Palermitano, spiegano che «qualcuno ha deciso di impedire la partecipazione. È inammissibile non allestire gazebo nei comuni a guida Pd, soltanto perché gli amministratori sono a favore a Zingaretti».

«Vengo chiamato in causa dal sindaco di Capaci, Pietro Puccio, per una storia che riguarda il gazebo di quel Comune del quale, sinceramente, non so parlare non essendo componente della Commissione di Palermo», replica Antonio Rubino, della segreteria regionale del Pd. «Tuttavia, come è mio costume, non starò in silenzio di fronte all’ennesima aggressione verbale da parte dei zingarettiani. Ricordo bene, infatti, che durante le amministrative di Capaci l’attuale primo cittadino ha accuratamente evitato che qualsiasi esponente del Pd mettesse piede in quel comune - aggiunge - per non etichettarsi salvo scoprire oggi un senso di appartenenza che non gli conoscevo. Sarebbe intellettualmente più onesto dire la verità e cioè che la sua area, quella legata ad Antonello Cracolici (deputato regionale del Pd, ndr), gli ha chiesto di aprire la polemica sfruttando strumentalmente il nome del Comune che amministra. Ognuno è libero di fare ciò che pensa, ma arrivare a questo degrado politico, esponendo un’intera comunità a biechi interessi di corrente, è semplicemente vergognoso».

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