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Bonomi a Palermo: "Speriamo che le elezioni portino a una ripresa economica"

La crescita si è fermata alla fine dello scorso anno, la guerra ha assestato un colpo ulteriore. Ma il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, nutre ancora speranze che da qui alla fine dell'anno possano maturare le condizioni per una nuova ripresa economica.

«Ogni elezioni purtroppo, è la storia del Paese che lo dice, è una tornata di risorse pubbliche sprecate, a pioggia - ha commentato all'evento 'Medi in Italy' organizzato dai Giovani imprenditori, a Palermo -. A giugno c'è una importante tornata amministrativa, a novembre le regionali come sapete qui in Sicilia e le politiche a marzo dell'anno prossimo. Noi siamo ottimisti, speriamo in una seconda parte dell'anno di ripresa».
Poi ha spiegato: «Il governo deve fare la sua parte quindi deve fare quei provvedimenti che guardano al futuro e non all'immediato. Tutti noi dopo il Covid pensavamo ormai di avere imboccato la strada giusta con un rimbalzo importante l'anno scorso del Pil, però nella realtà avevamo iniziato a rallentare verso la fine dell'anno: tutti nella narrazione danno la colpa alla guerra ma l'economia stava già rallentando. Ed era il motivo per cui chiedevamo al governo una visione sul futuro».

Poi ha puntato il dito sulle scelte del governo: «La legge di bilancio doveva guardare alla crescita. Nella realtà è stata una legge di bilancio che ha distribuito risorse, in un momento elettorale particolare per il Paese con le elezioni per il Quirinale e da lì ci siamo fermati e la guerra ha acuito questa frenata»

"Il Pnrr è forse l'ultima chiamata e la decisione e l'apertura dell'Europa di consentire l'utilizzo di parte delle risorse è già una buona notizia perché ci permette di affrontare questa crisi. Però il Pnrr non è fatto solo di investimenti pubblici difficili da realizzare e da mettere a terra ma è fatto di riforme. È il momento del riformismo competitivo che auspicavamo per il governo Draghi, ma che vediamo molto rallentato se non arenato. Sono molto contento del monito forte lanciato dal premier ai partiti sulla riforma della concorrenza che è una cosa che chiedevamo da un anno, è arrivato un forte richiamo alla responsabilità e speriamo che non sia troppo tardi".

Il leader dei Giovani imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, come si può ascoltare in questo video, ha sottolineato: "Fare impresa in Sicilia è difficile perché lottiamo contro una burocrazia purtroppo ancora troppo lenta e naturalmente c'è il tema della legalità su cui dobbiamo sempre prestare attenzione. Lo dico con la consapevolezza di celebrare il trentennale nei prossimi giorni di due eroi del nostro tempo, eroi della nostra terra. Però non possiamo non guardare alle immense opportunità che derivano dall'industria culturale e monumentale, dal turismo, dall'enogastronomia, dalla filiera della sostenibilità". E ha aggiunto: "Non possiamo permetterci di addormentare l'azione di governo in una fase così delicata fino alle prossime elezioni, la politica non dimentichi di centrare quegli obiettivi essenziali per non arenarci che è un rischio che non possiamo permetterci - ha detto Di Stefano - Sentiamo forte la preoccupazione e la necessità di ridare potere d'acquisto alle famiglie fortemente eroso dai rincari e dall'inflazione. Però la soluzione non sono le una tantum, la soluzione forte è il taglio al cuneo fiscale e contributivo strutturale per i reddito più bassi fino a 35.000 euro. Si tratterebbe di una mensilità in più all'anno che oggi servirà a pagare l'aumento delle bollette ma che domani servirà a dare stabilità e progettare qualche investimento in più e rilanciare i consumi".

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