Lavoro, la Conferenza Cesi a Palermo: "Stop al precariato"

Sempre più contratti a tempo determinato che vengono rinnovati, sempre più contratti atipici, che non hanno colmato le lacune del mercato del lavoro, intrappolando il più delle volte i lavoratori a livelli bassi di protezione sociale, quando ci sono.

Sono i giovani i più colpiti dalle varie forme di lavoro precario con contratti di apprendistato o addirittura da stage non retribuiti. Stop al lavoro precario in Italia e in Europa e maggiore stabilità e protezione sociale. E’ il messaggio che viene lanciato dalla Conferenza in corso a Palermo, promossa dalla Cesi, Confederazione europea dei sindacati indipendenti, cominciata nel pomeriggio con la presentazione di un sondaggio sul tema somministrato dalla stessa Cesi alle organizzazioni aderenti e che intende fare il punto sul lavoro precario negli
ambiti nazionali (cause alla radice, tendenze, molteplicità di fattori, lacune nel sistema), ma anche evidenziare
l'interconnessione tra lavoro precario e assenza di diritti sociali.

Si discute con l’obiettivo di proporre rimedi efficaci per garantire condizioni di lavoro eque e l’accesso ai diritti sociali. L’attenzione è concentrata sulla legislazione dell’Unione Europea applicabile e sulla sua attuazione e interpretazione. Alla Conferenza sono presenti, oltre al presidente del Cesi Romain Wolff, il vicepresidente Accademia Cesi e presidente Anief Marcello Pacifico, rappresentanti sindacali, politici, esperti, legali, giovani lavoratori provenienti da tutta Europa. L'evento è moderato da Pierre Baussand, direttore dell’ufficio di Bruxelles di Eurofound.

L'intervista al presidente nazionale dell'Anief Marcello Pacifico

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