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Il "Parsifal" al Teatro Massimo, Wellber: "Forte il legame con Palermo"

Palermo in attesa del "Parsifal" di Wagner che debutterà al Teatro Massimo il 26 gennaio alle 17.30. Aspettando la prima, il regista Graham Vick e il direttore Omer Meir Wellber, nuovo direttore musicale del Teatro Massimo, hanno incontrato in pubblico e la stampa in Sala ONU.

Fu l'ultima opera che il compositore portò a compimento a Palermo mentre era ospite dell’Hotel delle Palme. "È un'opera che ha un fortissimo collegamento con Palermo: Wagner finì di scriverla proprio qui - dice Wellber, che dirigerà l'opera -. Sono diverse inoltre le piccole variazioni tipicamente siciliane. Ma è stato Graham Vick, il mio partner ideale - continua - a voler mettere in scena, per l'apertura della stagione, il Parsifal".

La regia è stata infatti affidata a Graham Vick, che torna a Palermo dopo un altro progetto wagneriano, la Tetralogia realizzata esclusivamente per il Teatro Massimo tra il 2013 e il 2016.

Un grande evento per l'apertura della stagione: un'opera che verrà messa in scena al Teatro Massimo dopo 65 anni. È infatti la terza volta nella sua storia che il Teatro Massimo inaugura la stagione con "Parsifal": la prima volta fu nel 1914, l’anno in cui tutti i teatri poterono finalmente mettere in scena l’opera di Wagner, fino a quel momento riservata al solo Teatro di Bayreuth per volontà espressa dal compositore nel suo testamento; la seconda nel 1955, con la direzione e la regia di Tullio Serafin.

Ma anche una grande prova per Wellber direttore d'orchestra israeliano alle prese con una partitura di Wagner, forte sostenitore, attraverso la sua musica, dell'ideologia nazista. "Con Wagner ho un rapporto complesso ma, come ho già avuto modo di capire, Palermo non è nuova agli argomenti complessi. Il nostro sarà un anti-Parsifal: è importante oggi considerare Wagner ‘solo’ un compositore. Forse il più grande della storia, ma non un filosofo o un guru. È necessario ripulirlo dalle incrostazioni che si sono sedimentate sopra la sua musica per arrivare a vedere solamente cosa ha veramente scritto. Andando oltre tutte le sovrastrutture problematiche che vi si sono aggiunte", conclude sorridendo Wellber.

Le scene sono di Timothy O’Brien, i costumi di Mauro Tinti, movimenti coreografici di Ron Howell, luci di Giuseppe Di Iorio per un allestimento realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. Nel ruolo del protagonista Parsifal vi sarà, sostituendo Daniel Kirch indisposto, il giovane tenore Julian Hubbard, che debutta in questa occasione il ruolo di Parsifal. Amfortas sarà interpretato da Tómas Tómasson, Titurel da Alexei Tanovitski.

Sarà il debutto a Palermo e nel ruolo di Gurnemanz per John Relyea, che si è fatto conoscere dal pubblico italiano con Billy Budd a Roma, mentre il basso Thomas Gazheli (Klingsor) ritorna al Teatro Massimo dopo essere stato Wotan nella Tetralogia di Vick. Protagonista femminile sarà il soprano francese Catherine Hunold, apprezzatissima interprete del repertorio wagneriano ma anche degli autori francesi del periodo romantico e di fine Ottocento.

"Per molti anni Wagner volle che il suo “dramma sacro” Parsifal fosse eseguito solamente nel Teatro di Bayreuth che aveva fatto costruire appositamente. Intesa come mito freudiano sull’ossessione per la madre o come parabola buddista o come trascendimento del desiderio terreno, l’opera in sé divenne un Graal, esposto all’adorazione solo e soltanto di quei membri di un culto di adorazione che volevano ed erano in grado di compiere il pellegrinaggio - spiega Graham Vick -. Una situazione molto diversa da quella odierna, dove i misteri di Parsifal sono disponibili a chiunque con pochi click su Youtube. In questo mondo senza privacy, le società segrete sono giustamente condannate, così come lo è la mascolinità tossica, l’incesto e, grazie a un papa illuminato, l’intolleranza religiosa. Ma in qualche modo, dalle ostilità tra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord a quelle tra sciiti e sunniti, tra cristiani e musulmani, senza dimenticare - prosegue - la perenne piaga dell’antisemitismo, continuiamo a usare la religione per asserire il nostro tribalismo. Sono passati più di 3.500 anni da quando Akhenaton ha colto che tutti gli dei si riunivano in uno solo, tuttavia il suo sogno giace sepolto nel deserto. Il nostro desiderio di attaccarci a quello che è nostro e di escluderne l’altro sta distruggendo il mondo. Non abbiamo mai avuto tanto bisogno di un Parsifal come ora - conclude -. Speriamo che arrivi presto».

Direttore ospite principale della Semperoper di Dresda, nonché Direttore principale della BBC Philharmonic di Manchester, Omer Meir Wellber dirige la sua prima opera al Teatro Massimo in qualità di Direttore musicale, dopo una collaborazione che dura già da diversi anni.

Video di Marcella Chirchio.

© Riproduzione riservata

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