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"Le vie dei tesori", 365 mila visitatori nel 2018 in Sicilia

Con 365 mila visitatori registrati nell'edizione dello scorso anno in tutta la Sicilia, "Le vie dei tesori" ha interessato Palermo, Trapani, Messina, Caltanissetta, Catania, Agrigento, Ragusa e Siracusa. "Un piccolo miracolo", per la presidente dell'associazione Laura Anello. Un progetto che parte con budget zero e via via si arricchisce con gli sponsor e gli introiti dei biglietti. Una spesa complessiva, l'anno scorso, di circa 700 mila euro. I numeri - presentati all'assessorato Beni culturali della Regione in un incontro dal titolo "I dati del Festival, un modello innovativo di promozione dei beni culturali" - dimostrano l'aumento costante di visitatori l'interesse e la curiosità che, come una cascata, ricadono su altri luoghi. È l'effetto più significativo innescato da "Le vie dei tesori" in alcuni siti della regione secondo la ricerca, curata dall'Osservatorio turistico delle Isole europee (Otie).

"Una delle più importanti organizzazioni di questi ultimi anni per la strategia dei beni culturali", così l'ha definita l'assessore regionale al ramo Sebastiano Tusa. "Un modo di farne comprendere l'importanza e il valore, soprattutto nella prospettiva della tutela, che ha contribuito a innescare il dialogo e la effettiva collaborazione fra le diverse istituzioni in un paese, come l'Italia, che destina solo 0,7% del Pil alla cultura". Ed è un effetto positivo che interessa tutte le sedi se, come ha ricordato la direttrice del Salinas di Palermo, Francesca Spatafora, il suo museo ha quasi raddoppiato le presenze (da 7 mila a 12 mila nel 2018).

La ricerca è stata presentata dal presidente dell'Otie Giovanni Ruggieri, docente di Economia del Turismo. Per la parte universitaria hanno partecipato il prorettore Paolo Inglese e il docente di Marketing Carlo Amenta. Ma le testimonianze sono state tante: da Lina Bellanca, soprintendente ai Beni culturali di Palermo, a Caterina Di Giacomo, direttore del Polo regionale di Messina; da Luigi Biondo, soprintendente di Trapani, al direttore generale dell'assessorato Sergio Alessandro, alla direttrice del Centro del catalogo Caterina Greco e ad Aurelio Angelini (Unesco).

 

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