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Natale sotto il segno dell'integrazione, mauriziani in festa a Palermo - Video

PALERMO. Una festa in nome dell’integrazione, in cui cadono le barriere culturali o religiose, un Natale che non conosce differenze.

È quello che la comunità mauriziana di Palermo ha voluto per decine di bambini che ieri si sono ritrovati al Centro Culturale Delle Mauritius di piazza Politeama.

Una festa dedicata ai più piccoli ma non solo, con un pranzo e un pomeriggio dedicati all’aggregazione.

Insieme si sono ritrovati cristiani, ebrei, indù, musulmani, buddisti. È stato Natale per tutti, a prescindere dal proprio credo. «Lo spirito - spiega Rajendra Bitrayya, responsabile del coordinamento della comunità mauriziana e consigliere dell’Ufficio di Presidenza della della Consulta delle Culture del Comune di Palermo - è quello di una festa senza paletti, di lancare un segnale che tutti possiamo esprimere lo spirito del Natale. Perché tutti siamo figli di dio».

La manifestazione è stata possibile grazie alla collaborazione della parrocchia di Sant’Espedito, del Centro culturale mauriziano e dell’associazione Ebraico di Palermo, con il sostegno della presidenza dell’Ars, dell’assessorato regionale alla Famiglia, dell’associazione italiana cultura sport, dell’associazione Multicultura. Tutti insieme per una giornata di festa in cui i protagonisti sono stati soprattutto i bambini: tutti si sono esibiti in balli, canti e poesie natalizie. A tutti è andato un attestato di partecipazione, tre sono stati premiati.

Per realizzare l’iniziativa la comunità mauriziana si è autotassata: a Palermo i cittadini emigrati dalle Mauritius sono 2.700, sei mila in tutta la Sicilia. Una comunità molto attiva, l’iniziativa non è la prima. E a Palermo, a novembre, è stato celebrato il primo matrimonio indù, alla presenza dell’arcivescovo Corrado Lorefice.

«Anche queste festività stanno confermando il legame forte fra le tante comunità straniere/palermitane e la nostra città - sottolinea il sindaco Leoluca Orlando - . Dai Tamil ai Mauriziani, dai Bengalesi ai Capoverdiani e ai Pakistani, al di là delle religioni e le culture. La visita più toccante è stata certamente quella ai migranti nigeriani ricoverati al Centro grandi ustionati del Civico, vittime del prolungato contatto con sostanze ustionanti nei barconi che li hanno portati in Italia. Ma ovunque, le comunità hanno mostrato grande sensibilità, unendo lo spirito gioioso del Natale alla solidarietà, con iniziative volte ad aiutare tutti coloro, migranti e palermitani, che hanno bisogno di sostegno e vicinanza umana. Ancora un segno del fatto che anche a Natale a Palermo nessuno è straniero e nessuno è più palermitano di altri».

Immagini di Roberto Chifari

© Riproduzione riservata

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