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Palermo, Lorefice: «Bare insepolte ai Rotoli, forno crematorio fermo: ci sono chiare responsabilità»

Alle 9 l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha presieduto la liturgia nella chiesa di Santo Spirito al cimitero di Sant’Orsola. Tanti i fedeli accorsi, per ascoltare le parole dell’arcivescovo, che ha ricordato come la morte «non deve rappresentare un momento di estremo individualismo. Siamo tutti membri di una comunità, del corpo di Cristo. E come membri ci apparteniamo l’un l’altro. Per questo noi cristiani custodiamo i nostri morti e la vita. Crediamo nel signore che ci da vita in abbondanza. Noi preserviamo la vita perché questa è la nostra fede, non perché siamo retrogradi e figli di una cultura pre-scientifica».

E proprio partendo dal tema della custodia dei morti, l’arcivescovo ha espresso il suo pensiero sulla situazione che ancora insiste al cimitero dei Rotoli: «1.116 bare da anni insepolte. Ci sono delle chiare responsabilità. Di ciascuno di noi, di chi deve governare e chi ha tutto l’interesse perché ci sia una situazione di questo generare. Noi ci indigniamo perché siamo innanzitutto esseri umani e cristiani. I nostri cari devono avere degno sepoltura. Un forno crematorio che non funziona da anni, corpi non affidati alle tombe e alla terra. Non è possibile tutto questo, deve finire. Per questo esprimiamo solidarietà e vicinanza ai familiari di quanti ancora non trovano degna sepoltura nel nostro cimitero».

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