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Palermo, nemmeno una targa al Parco Libero Grassi: mai nato e già nel degrado

"Parco Libero Grassi". Google maps lo identifica così. Ma al numero 568 di via Messina Marine, a Palermo, non c'è né un’insegna né una targa ad identificarne il luogo. Un grande cancello grigio con un lucchetto limita l'accesso all'interno di quello che - a primo impatto - sembrerebbe una proprietà privata in stato d'abbandono.

Il grande appezzamento di terreno ad Acqua dei Corsari, che si affaccia sulla costa palermitana è invece un parco pubblico intitolato all'imprenditore che per primo denunciò il pizzo e per questo fu ucciso dalla mafia il 29 agosto del 1991.

Aggirare l'ingresso principale è facile e a pochi passi dal grande cancello grigio chiuso dal lucchetto ecco una grande distesa fatta di erbaccia alta e sterpaglie vista mare che si estende per ben 11 ettari.

Lungo la strada, i sentieri tracciati dalle macchine testimoniano la frequentazione del luogo da parte degli abitanti della zona. C'è chi ogni tanto va a correre, chi fa un giro in bici o con il cane. Qualcun altro invece entra per abbandonare rifiuti.

Nell'immensa distesa di terreno si intravedono sacchetti, mobili, scarpe, bottiglie e cocci di vetro. La scalinata che porta al mare è stata sepolta dall'erba selvaggia, così come l'anfiteatro.

La collina che dà sulla costa regala una vista meravigliosa sulla città, ma risulta inquinata da residui di cruscotti e porzioni di auto. Tra le sterpaglie c'è anche una Panda bianca tagliata alla precisione.
In un punto ben preciso tra le scalinate del teatro costruito all'aperto il suolo è annerito. Ci sono i resti di un'altra auto andata in fiamme.

"Poteva essere un'occasione per la città e per la Costa Sud di Acqua dei Corsari, una delle più belle e depredate della città. Ma per buttare giù il solo progetto di bonifica ci sono voluti 3 anni e mezzo". A prendere la parola, il giorno dell'anniversario dell'uccisione del padre, Alice Grassi, delusa dalla piega di abbandono e degrado che sta attaversando il parco ormai da anni. "Ci sono oltre 11 milioni in ballo per risanare l'area - continua Alice, che è anche presidente dell'associazione Parco Libero - e per colpa di ritardi burocratici ad oggi ancora non è ancora pronto il progetto esecutivo per la bonifica e restano ormai poche settimane per non perdere il finanziamento. È una pessima risposta della città".

Delusi per la gestione del parco si dicono anche Fabrizio Ferrandelli e Ugo Forello, che insieme ad Addiopizzo, hanno fortemente voluto l'intitolazione dell'area all'imprenditore. "Libero amava il mare, e il parco con il suo teatro del sole rappresenta un luogo simbolo e di strategica importanza per la città che, purtroppo, è ancora negato - spiega Forello -. È inaccettabile il ritardo ormai decennale delle istituzioni locali, il parco va aperto in tempi rapidissimi, oppure ha ragione Alice, il nome di Libero va tolto".

Intanto il sindaco, Roberto Lagalla, ha nominato un tavolo tecnico sul tema. "Questa è una situazione che stiamo ereditando dalla precedente amministrazione – spiega l'assessore Maurizio Carta – ci metteremo subito in moto per capire qual è l'inghippo e cosa si deve fare per dare una spinta decisiva. Bisognerà ponderare attentamente il gestore che dovrà prendersi cura del parco, altrimenti si rischia di fare un buco nell'acqua”.

© Riproduzione riservata

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