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Mafia e scommesse, ecco i beni confiscati a Cattaneo: la sua scalata partita da Palermo

È lunga la lista dei beni confiscati dalla Direzione investigativa antimafia a Carlo Cattaneo, imprenditore di Castelvetrano del settore delle scommesse, ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro.

Il provvedimento riguarda alcuni mezzi tra auto e moto (come si può vedere dal video diffuso dalla Dia), l'intero compendio aziendale di due società di capitali e una ditta individuale (con sedi a Palermo e a Castelvetrano) nel settore della ristorazione e dei servizi informatici di gestione di sale giochi e scommesse, un appartamento, un terreno a Castelvetrano, 4 conti bancari, una polizza assicurativa, depositi bancari. Complessivamente si tratta di un patrimonio stimato in circa 300mila euro.

L'imprenditore, secondo le indagini della Dia, avrebbe gestito una rete di agenzie, all'interno della quale c'erano siti legali e illegali.

Chi è Carlo Cattaneo

Carlo Cattaneo, imprenditore 34enne di Castelvetrano del settore delle scommesse, aveva avviato la sua scalata dalla provincia di Palermo, da Aspra e Ficarazzi per la precisione, grazie alle conoscenze di Francesco Guttadauro, il nipote prediletto di Matteo Messina Denaro. La sua espansione sarebbe partita proprio da quella zona per una serie di ragioni che il collaboratore Stefano Lo Verso ha spiegato nelle dichiarazioni inserite nel maxi-provvedimento di fermo emesso dalla Procura nel blitz «Anno Zero» del 2018.

«Lo Verso riferiva delle cointeressenze di Francesco Guttadauro - si legge - nella gestione di sale giochi e sale scommesse riconducibili al nucleo familiare della sua fidanzata, Valentina Lombardo. Diceva in particolare che Giacomo Lombardo, padre di Valentina, da tempo inserito negli ambienti della criminalità organizzata mafiosa della provincia, attivo nel settore delle tradizionali scommesse clandestine nei comuni di Santa Flavia e Ficarazzi, in seguito al fidanzamento della figlia con Guttadauro, aveva improvvisamente incrementato le proprie attività, investendo nell’apertura di alcuni centri per la raccolta di scommesse a distanza, intestati a vari suoi familiari».

La Dia, che ha indagato per anni sulle attività di Cattaneo, ha accertato l’effettiva esistenza a Ficarazzi, nella piazza intitolata a Papa Giovanni Paolo II (comunemente detta piazza Relax), la presenza di una sala per l’esercizio del gioco on line, con insegna «PlanetWin365», ovvero il sito internet di gioco on line pubblicizzato da Cattaneo. Questo centro di raccolta scommesse era formalmente gestito, sottolineano gli investigatori, da una giovane legata al cognato di Guttadauro.

© Riproduzione riservata

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