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Mafia, arrestati a Palermo Giuseppe Guttadauro il "dottore" e il figlio Mario Carlo

Dopo la scarcerazione di dieci anni fa, il "dottore" avrebbe continuato da Roma a interessarsi agli affari dell'organizzazione. Disprezzava i nuovi boss. Ci sono anche indagati, due dei quali per lesioni assieme a Mario Carlo

Arrestati a Palermo Giuseppe Guttadauro di 73 anni e il figlio Mario Carlo di 44. L'operazione è stata portata a termine dai carabinieri del Ros, con il supporto di quelli del Comando provinciale di Palermo e dello Squadrone Cacciatori Sicilia. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Palermo. Giuseppe Guttadauro inteso “il dottore” (per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari) e il figlio Mario Carlo (per il quale si sono aperte invece le porte del carcere dei Pagliarelli), sono accusati di associazione di tipo mafioso. Ai due viene contestata l’appartenenza alla famiglia di Cosa nostra di Palermo-Roccella (inserita nel mandamento di Brancaccio-Ciaculli) e l’intervento sulle più significative dinamiche del mandamento mafioso di Villabate- Bagheria. Nel medesimo contesto sono indagati, ma non destinatari di provvedimenti cautelari, altri soggetti palermitani: tre (Domenico Macaluso, Angelo Vitrano e Stefano Nolano) sono considerati affiliati alla famiglia di Palermo-Roccella e due, Francesco Paolo Amari e Valerio Nicosia, in concorso con Mario Carlo Guttadauro, di lesioni aggravate.

I contrasti nell'area industriale di Brancaccio

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno documentato le attività di Giuseppe Guttadauro, già arrestato il 22 maggio di vent’anni fa nell’operazione Ghiaccio e fratello di Filippo Guttadauro, quest’ultimo cognato del latitante Matteo Messina Denaro. Dalle investigazioni è emerso che Giuseppe Guttadauro, stabilitosi a Roma dopo la scarcerazione avvenuta il 2 marzo del 2012, avrebbe mantenuto i contatti con l’organizzazione mafiosa di riferimento anche attraverso il figlio Mario Carlo, il quale ne avrebbe mediato le interlocuzioni con gli altri indagati attivi a Palermo. Nell’alveo delle dinamiche associative, nel corso dell'indagine è stato tra l'altro documentato l’intervento di Giuseppe Guttadauro per risolvere i contrasti che erano sorti a Palermo sull’esecuzione di lavori da realizzare presso un'importante struttura industriale nella zona di Brancaccio. Per l’esecuzione avrebbe delegato il figlio Mario Carlo.

Le critiche alle nuove generazioni di mafiosi

Le intercettazioni hanno inoltre rivelato le aspre critiche mosse dal “dottore” alle nuove generazioni di mafiosi, innescate dalla notizia della collaborazione con la giustizia di Francesco Colletti e la preoccupazione per le dichiarazioni di Filippo Bisconti, nonché l’esigenza, rappresentata apertamente al figlio, di «evolversi» pur rimanendo ancorati ai principi di Cosa nostra.

Il traffico di droga

Il quadro indiziario ha evidenziato come Giuseppe Guttadauro fosse pure intervenuto per regolare l’attività di traffico di stupefacenti condotta da un pregiudicato bagherese ed i rapporti di quest’ultimo con i vertici pro-tempore della famiglia mafiosa di Bagheria. Guttadauro sr. avrebbe progettato un traffico di stupefacenti con l’estero, finanziato dai sodali palermitani, avvalendosi di un soggetto albanese per reperire hashish e prevedendo, contestualmente, un canale per l’approvvigionamento di cocaina dal Sud America. In tale ultimo ambito, avrebbe avuto un ruolo anche un assistente di volo, in documentati rapporti con Guttadauro, che avrebbe dovuto trasportare 300 mila euro in Brasile nel momento in cui il carico di droga dal Sud America fosse arrivato in Olanda.

L'aiuto a una facoltosa signora romana

Altro dato emerso dalle investigazioni è stata la «considerazione» goduta in determinati ambienti della Capitale da Giuseppe Guttadauro, al quale sarebbe stato richiesto di intervenire - dietro la promessa di un lauto compenso - per la soluzione di un contenzioso dell’ammontare di 16 milioni di euro che una facoltosa donna romana aveva con un istituto bancario. Guttadauro non avrebbe esitato a prospettare, in caso di esito infruttuoso del proprio intervento, di passare alle vie di fatto, incaricando qualcuno di malmenare i soggetti che riteneva stessero ostacolando la soluzione della vicenda.

Giuseppe Guttadauro

Il pestaggio ordinato da Mario Carlo

Sono state, infine, ricostruite le motivazioni di un pestaggio, che altri due indagati - su ordine di Mario Carlo Guttadauro - avrebbero portato a termine il 25 ottobre del 2016 nei confronti di un giovane palermitano, pounito per avere accusato il giovane Guttadauro di condotte disdicevoli.

© Riproduzione riservata

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