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Palermo, l'acqua resta torbida: ecco i quartieri e i comuni a secco

Uditore, Cruillas, Strasburgo, San Lorenzo e corso Calatafimi tra i rioni con i maggiori disagi. E poi i centri della costa, da Santa Flavia a Balestrate

Resta critica la situazione dell’erogazione idrica a Palermo in conseguenza delle difficoltà di tre acquedotti. I quartieri con i maggiori disagi sono quelle raggiunti direttamente dalle condotte a secco.

Si tratta innanzitutto delle zone della Bandita, della Favara e di via Galletti, nella parte orientale della città. Poi il quartiere attorno a corso Calatafimi (il tratto fra la circonvallazione e piazza Indipendenza), via Ernesto Basile e via Gustavo Roccella. Grossi disagi nei quartieri Uditore e Cruillas, nella zona di via Perpignano (a monte della circonvallazione), nei quartieri Strasburgo e San Lorenzo e infine nelle zone periferiche di Villagrazia e Borgo Molara. Il tutto anche in conseguenza della chiusura da parte di Enel della condotta di adduzione dal lago di Piana, nella quale si è generata una grave perdita. Nei quartieri elencati, precisa l’azienda del servizio idrico, si riscontra un drastico calo della pressione o, per quelli pedemontana, la sostanziale interruzione del flusso d’acqua.

Resta al momento del tutto interrotta la fornitura ai comuni costieri: Villabate, Ficarazzi, Bagheria e Santa Flavia ad est, Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Terrasini, Trappeto e Balestrate ad ovest.

Ieri sera - sabato 13 - è stata comunque completata la riparazione della perdita a Cerda sul canale Nuovo Scillato ed è stato riaperto il flusso. Stasera sarà quindi riaperta la distribuzione ai comuni costieri della fascia est, con possibili ricadute positive anche su Palermo, e quindi i quartieri orientali, dalla giornata di domani, lunedì 15 novembre.

Dall'alba di stamattina gli operai Amap sono inoltre al lavoro per riattivare il potabilizzatore dello Jato in uscita dal lago Poma. Sono in corso le operazioni di pulizia delle condutture dal fango, come si può osservare nel video. Operazioni di cui però non è possibile determinare la durata al momento. Non appena la qualità dell'acqua in ingresso raggiungerà livelli compatibili (attualmente la torbidità è scesa da oltre 10 a circa 7 volte quella massima accettabile), l'impianto sarà rimesso in funzione. A partire da quel momento, saranno necessarie circa 36 ore prima che tutto l'acquedotto da Partinico a Palermo torni in regolare pressione d'esercizio.

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