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Palermo, De Liso a capo dei carabinieri: "Impedire che i figli dei mafiosi diventino come i padri"

Arriva a Palermo il nuovo comandante provinciale dei carabinieri, il generale di brigata Giuseppe De Liso. "Il mio impegno sarà massimo e cercherò di prevenire qualsiasi forma di reato. Ma so che questo non basta se la squadra Stato non lavora insieme in tutto il territorio, ma so che arrivo in una zona dove la macchina Stato è ben oleata e lavora con un unico scopo", ha dichiarato De Liso che sarà alla guida di 2400 militari dislocati negli 82 comuni della provincia di Palermo.

"Palermo è sicuramente una città bellissima che merita tutto il rispetto dell'arma dei carabinieri per la sua storia e per quello che ha subito. La lotta che dobbiamo vincere per sconfiggere cosa nostra è implementare la cultura della legalità. Dobbiamo fare in modo che i figli dei mafiosi non diventino mafiosi. Bisogna cancellare dal vocabolario la parola rassegnazione e affidarsi a tutte quelle indicazioni che vengono date dall'autorità che devono lavorare in sinergia. La squadra stato di Palermo è perfetta con il prefetto, la Prefettura, con l'autorità giudiziaria di Palermo e di Termini Imerese. E insieme con tutte le altre forze di polizia con cui l'arma dei carabinieri ha una comunione di intenti da sempre. Solo così sarà possibile sconfiggere il fenomeno mafioso".

"Approfitto per ricordare una delle ultime parole del mio predecessore. Ha ringraziato i commercianti per il coraggio che hanno avuto nel denunciare il fenomeno estorsivo. Questa è la strada che dobbiamo percorrere verso la legalità e dobbiamo continuare a seguirla. Voglio ringraziare il generale Arturo Guarino. E' stato un onore prendere il suo posto al comando provinciale di Palermo. - ha aggiunto De Liso - La mia disponibilità nei confronti dei cittadini sarà massima. Anche con le istituzioni locali, con la scuola, la chiesa, con le autonomie locali. Sono contento e soddisfatto dell'incarico che mi è stato affidato e farò di tutto affinché i risultati siano ottimi"

© Riproduzione riservata

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