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Corruzione a Bellolampo, Rap: "Dal 2013 31 licenziamenti"

Avviato, dalla Rap di Palermo, il «commissariamento» interno della discarica di Bellolampo, dopo l’arresto di Vincenzo Bonanno, dipendente dell’azienda con l’incarico di coordinatore area discarica, sorpreso a intascare una presunta mazzetta di 5000 euro.

Il presidente di Rap, Giuseppe Norata, comunica di avere avviato la procedura di commissariamento interno della discarica di Bellolampo, affidando l’incarico a due dirigenti interni: Antonino Putrone (responsabile dell’area tecnica) e l’avvocato Maria Concetta Codiglione, che è per altro anche responsabile dell’Anticorruzione dell’azienda.

Intanto, dalla tabella fornita dalla stessa Rap, emerge che "sono 31 i dipendenti licenziati dal 23 luglio 2013, data di costituzione della Rap spa".

La tabella include vari tipi di sanzioni - dalla multa di un’ora ai giorni di sospensione che variano da 1 a 10 - fino al licenziamento. Si parte con due licenziamenti nel 2013 ai 6 dell’anno dopo. Il picco di 11 licenziamenti si raggiunge nel 2015.

"Dal primo gennaio al 31 luglio 2020 - si legge nella tabella aggiornata ad oggi - sono stati avviati 432 procedimenti disciplinari di cui 264 conclusi e 168 in fase di definizione. Inoltre sono in corso gli iter disciplinari relativi alla recente indagine sui furti di carburante a Bellolampo che ha visto coinvolti 8 dipendenti sospesi dal servizio".

"Episodi di questo genere fanno venire meno quel rapporto di fiducia che non solo Rap ha con il Comune, ma anche e soprattutto con i cittadini. E’ il tema principale che ci impegna notte e giorno perchè dobbiamo recuperare con determinazione il rapporto con i cittadini che passa sicuramente dal ripristino della legalità", ha detto il presidente della Rap Giuseppe Norata.

"Un’azione di moralizzazione - ha aggiunto - nei confronti di tutti: dall’operatore ecologico al primo dirigente in assoluto perchè devono essere consapevoli sono finiti i tempi in cui ognuno poteva fare quello che voleva. Oggi c'è una governance adeguata che sulla moralità e sulla legalità ha fatto il cardine fondante della sua azione. Chi ancora si ostina, si dimetta, prima che venga deferito all’autorità giudiziaria. Queste persone, una trentina, non possono infangare il lavoro onesto di mille persone. Non è normale basare le ore lavorative in base agli straordinari, puntare solo alla 104. Non è normale individuare solo i propri interessi, bisogna rimuovere queste incrostazioni: metto sullo stesso piano chi è stato corrotto e sottraeva risorse finanziarie, chi si rubava il gasolio, chi stava in ufficio senza lavorare".

"Alla Rap, come è tipico di queste società pubbliche e assai complesse, abbiamo trovato una serie di situazioni e di incrostazioni che certamente non danno un’immagine ottimale dell’azienda". Ha detto il dirigente generale di Rap Roberto Li Causi.

"Sin dal primo momento del mio insediamento, otto mesi fa - ha aggiunto - abbiamo attuato percorsi di legalizzazione e di moralizzazione della società, con un processo di riorganizzazione e a breve avvieremo il processo di rotazione dei dirigenti perchè abbiamo trovato delle situazioni che ci davano qualche sospetto. Questa azione, come dimostra il lavoro fatto da qualche mese dagli inquirenti e che ci ha visti attivi come Rap, ci fa ritenere che siamo sulla strada giusta. Tutto ciò ci disgusta e ci indigna, ma ci determina ancora di più nell’attivare quei percorsi di controllo effettivo di tutti i processi aziendali. Per questo abbiamo istituito un ufficio di audit all’interno di Rap che non esisteva per controllare tutti i processi amministrativi ed evitare che ci possano essere dei punti oscuri in cui si possono annidare situazioni negative".

© Riproduzione riservata

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