Mafia, il colonnello Pitocco: "Buttafuori dei locali imposti con intimidazioni"

«Le indagini sono andate avanti dal 2016 fino a pochi mesi fa. E’ stato accertato che almeno in cinque locali di Palermo e provincia venivano imposti i buttafuori e il personale della sicurezza ai titolari. Il metodo utilizzato per l’imposizione del personale era quello consueto utilizzato dalla mafia attraverso intimidazioni e in alcuni casi anche minacce di far accadere disordini all’interno dei locali». Lo afferma il colonnello Angelo Pitocco comandante del gruppo carabinieri Palermo, commentando l' operazione antimafia che ha portato in carcere 11 persone accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

«L'indagine nasce dai contatti dei carabinieri con i locali notturni attraverso alcune segnalazioni ricevute. Da qui si è partiti attivando intercettazioni, pedinamenti e investigazioni classiche», ha aggiunto. Gli imprenditori in questa indagine non hanno collaborato subito ma successivamente. «Abbiamo accertato che i titolari dei locali hanno pagato e hanno acconsentito a che il personale della sicurezza fosse imposto - prosegue - e in altri casi hanno subito il pagamento di quote in base al numero di buttafuori che avevano all’interno dei locali. I locali che hanno subito l’estorsione sono a Palermo e in provincia».

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