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Corleone dimentica il passato: strade e scuole dedicate a simboli della lotta alla mafia

Una Corleone che vuole cambiare, che si vuole buttare il passato alle spalle per scrollarsi via l'immagine di "città della mafia". E lo fa attraverso cose che possono sembrare piccole ma piccole in realtà non sono: intitolare asili e strade a vittime di stragi e di Cosa Nostra, in mezzo a quei vicoli che prima era regno incontrastati dei "padrini"

La commissione straordinaria del Comune di Corleone ha deciso di intitolare un asilo nido comunale, recentemente ristrutturato in via Punzonotto, alle sorelline Caterina e Nadia Nencioni, vittime innocenti all’età di nove anni e di cinquanta giorni della strage di Via dei Georgofili del 27 maggio 1993, mentre via Scorsone, strada in cui abitava il boss Toto Riina,  è ora via Cesare Terranova, che per primo intuì la caratura criminale dei boss corleonesi.

Terranova, insieme a Lenin Mancuso, fu ucciso dalla mafia il 25 settembre 1979 alla vigilia del suo insediamento nelle funzioni di capo dell’Ufficio Istruzione presso il Tribunale di Palermo. Oggi a Corleone ci sono state le cerimonie, alle presenza di Rosanna Mallemi, Maria Cacciola e Giovanna Termini,  commissarie del comune, Antonella De Miro, prefetto di Palermo, Cesare Airoldi, nipote di Cesare Terranova, Carmine Mancuso figlio del Maresciallo Mancuso.

"Abbiamo voluto interpretare il sentimento di una città che si vuole buttare alle spalle una storia tragica e criminale, che ha macchiato l'immagine di queste comunità, e dimostrare anche la distanza siderale che c'è tra i cittadini e il passato - dice il prefetto di Palermo Antonella De Miro -. La commissione ha voluto accompagnare e condividere questo percorso virtuoso. E' importante questa strategia comunicativa. Vogliamo dimostrare davvero questa voglia di cambiamento".

A Corleone asilo intitolato a due sorelline morte nella strage di Firenze e una strada al giudice Terranova: le foto

"Da una parte non si dimentichi il sacrificio di bambine innocente, e dall'altra parte l'impegno del giudice Terranova, che qui ha dato il proprio contributo umano per combattere i corleonesi - hanno dettoRosanna Mallemi, Maria Cacciola e Giovanna Termini,  commissarie del comune -. Abbiamo anche cercato di ricostruire quella che era la macchina comunale, lasceremo qui il nostro contributo una volta finito il nostro lavoro, ed è giusto perchè i corleonesi devono avere il diritto di scegliere i propri rappresentanti".

© Riproduzione riservata

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