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Campo nomadi Favorita: braccio di ferro Comune-comitati

PALERMO. Si apre nuovamente il dibattito sul campo nomadi della Favorita, che si trova in un’area dove fino agli anni Novanta sorgevano 4 campi di calcio e uno di baseball.

Da uno lato la Sesta circoscrizione di Palermo e l’associazione Comitati civici hanno acceso i riflettori su un tema che si trascina da almeno vent'anni, dall'altro l’assessore comunale Agnese Ciulla con deleghe alla Cittadinanza Sociale, agli Interventi Abitativi, alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità ha ribadito che l’obiettivo dell’amministrazione è quello di chiudere il campo facendo in modo di far inserire nel tessuto sociale palermitano tutti i nomadi che vi risiedono.

"I cittadini del quartiere Resuttana San Lorenzo vogliono riappropriarsi di un’area di 53 mila metri quadrati in cui vivono un centinaio di nomadi senza alcun rispetto delle minime norme di civile convivenza e di legalità - sostiene Leonardo Campo, consigliere della sesta circoscrizione - Queste persone vivono in baracche costruite in un’area che fa parte della Riserva orientata di Monte Pellegrino, dove non si potrebbe assolutamente muovere mattone. Noi non siamo razzisti, ma vogliano che la popolazione possa usufruire di quegli spazi attraverso campi sportivi e non abbia paura di avvicinarsi a quella zona.

La nostra è una battaglia che continueremo a portare avanti anche a gennaio. Abbiamo intenzione di fare un sit in al quale potranno partecipare cittadini e bambini delle scuole che sventoleranno fazzoletti verdi per mettere in evidenza il desiderio di poter usufruire di un un’ampia fetta del Parco della Favorita, che è uno dei più grandi d’Italia ”.

I membri dell’associazione comitati civici hanno montato un video girato da un drone per evidenziare la presenza di baracche, rifiuti e degrado del campo. Sono diverse le lamentele dei residenti e cittadini che vivono vicino all’area. Tra le rimostranze più frequenti c’è quelle relativa alle dense coltri di fumo che molto spesso si sprigionano da roghi improvvisati all’interno del campo. I nomadi bruciano di tutto anche materiale plastico e questo crea disagi anche a coloro che fanno sport nel perimetro.

“Da anni la nostra associazione segnala la presenza di roghi all’imbrunire che non permettono di respirare agli sportivi che si allenano nel Parco Florio - spiega Giuseppe La Barbera, segretario dell’ASD “Marathon club Palermo - Abbiamo inoltrato mail pec ai rappresentanti civili ed istituzionali che mai hanno dato una risposta alle nostre rimostranze”.

Ma l’amministrazione comunale non è dello stesso parere.

“In questi anni - spiega l’assessore Ciulla - siamo riusciti con la collaborazione della direttrice della scuola primaria De Gasperi a prendere in carico 20 bambini rom. Inoltre quest’anno 5 nuclei familiari con numerosi bambini sono riusciti ad ottenere un alloggio popolare.

A chi sottolinea il fatto che esiste un regolamento comunale sui campi nomadi autorizzati molto datato perché risale al 1992, noi rispondiamo che quello della Favorita non lo è e non lo sarà mai. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di far sparire il campo, facendo in modo che tutti i nomadi che vi risiedono riescano a trovare un lavoro.

Le persone che vogliono sbatterli fuori non conoscono le enormi difficoltà che hanno i nomadi di quel campo, soprattutto quelli di origine kosovara. Non esiste più il loro Stato, non c’è un’ambasciata e perciò è molto difficile ottenere documenti. I nomadi, pur essendo molto più palermitani di me, non riescono a trovare un lavoro, sia perché non hanno documenti sia perché c’è molta diffidenza nei loro confronti".

© Riproduzione riservata

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