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Garante dell'Infanzia: il Malaspina di Palermo è un esempio positivo

Minori immigrati, ius soli ovvero diritto di cittadinanza, dispersione scolastica e diritto allo studio, ma soprattutto all'infanzia, sono stati questi i temi al centro dell'incontro con il Garante per i diritti dell'Infanzia, Vincenzo Spadafora, svoltosi stamane in Prefettura a Palermo, a cui hanno preso parte il vice capo della polizia Francesco Cirilo, e i prefetti di Agrigento, Trapani e Siracusa, il Questore di Palermo Nicola Zito e il Prefetto vicario Maria Teresa Cucinotta. Il vertice in Prefettura si è svolto dopo la visita all'istituto minorile di via Malaspina, «un'eccellenza da portare in Europa ‒ ha raccontato con soddisfazione Spadafora ‒, spesso si parla della Sicilia o delle aree del Sud in modo negativo, invece questo è un esempio positivo da esportare anche altrove». Inevitabile non trattare il fenomeno degli sbarchi clandestini nelle coste siciliane e della necessità di gestire minori non accompagnati, sono circa 95 quelli attualmente a Lampedusa, che necessitano assistenza e cure. Si è parlato anche del sovraffollamento delle strutture di accoglienza, che attualmente ospitano circa il triplo del numero consentito, pur essendo inadeguate e necessitando di urgenti interventi di ristrutturazione: «l'unica cosa che oggi possiamo fare ‒ ha spiegato il Garante ‒ è assicurare che la permanenza dei minori stranieri non accompagnati a Lampedusa duri il meno possibile». Una problematica non solo italiana, ma europea che non può essere più rinviata, come il problema di politiche e finanziamenti scarsi e inadeguati a favore dei minorenni. In materia di migranti e di 'ius soli' ("diritto del suolo", ossia diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia) si è parlato di «legge non più rinviabile»: ancora una volta Spadafora, citando le parole del Capo dello Stato, ha sottolineato come la politica e l'apparato normativo siano indietro rispetto al «Paese reale». Undici milioni, è questo il numero dei piccoli cittadini nel nostro Paese, un'ampia fetta che si attesta al 17% della popolazione totale, che però non sembra pesare quanto dovrebbe sulle politiche economiche di questo Governo. Gli effetti? Aumento di fenomeni come bullismo, cyber bullismo, ma anche poca competitività dei nostri studenti rispetto a quelli europei (al ventiquattresimo per rendimento scolastico nella tabella Unicef), e dispersione scolastica, in cui, ahimè la Sicilia si attesta tra le prime regioni italiane (servizio a cura di Rossella Puccio).

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