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Aborto sicuro, donne siciliane in piazza: le foto da Palermo

Le donne siciliane in piazza nella giornata internazionale per l'aborto sicuro, gratuito e garantito.

Una giornata che la piattaforma Non una di meno, in Sicilia, ha attraversato con una serie di iniziative coordinate su tutto il territorio regionale coinvolgendo diverse realtà e associazioni.

A Palermo un presidio davanti il reparto di ginecologia del Policlinico promosso da Non una si meno-Palermo e Udi; stessa tipologia di iniziativa anche a Messina qui promossa da Non una di meno-Messina, Cedav, Pink project, Frida onlus, Non una di meno-Barcellona pdg.

A Marsala, invece, un flashmob nella piazza principale della cittadina promosso dalle donne del circolo Arci Scirocco e dal centro antiviolenza Casa di Venere.

Tutte iniziative che hanno voluto esprimere uno stesso forte messaggio che campeggiava sugli striscioni: "Contraccezione gratuita per non abortire, aborto sicuro per decidere".

Un forte e compatto segnale di protagonismo e di dissenso da parte delle donne siciliane, contrarie al sistema attuale fortemente intriso di maschilismo e patriarcato e che, proprio, in Sicilia manifesta queste sue connotazioni con maggiore prepotenza. Il fatto che essa sia una delle regioni in cui si pratica meno l’aborto e, allo stesso tempo, quella in cui i tempi di attesa sono più lunghi e in cui la percentuale di obiezione di coscienza arriva all’89% ci dà la cifra della questione.

"Dati alla mano, 9 medici su 10 sono obiettori e questo basta per affermare il sabotaggio sistematico della libertà di scelta delle donne che, nella nostra terra, si realizza non solo attraverso l’obiezione di coscienza ma anche tramite la contraccezione non gratuita e lo smantellamento dei consultori. Tutti questi sono dispositivi usati per colpire la libertà di autodeterminazione delle donne e soprattutto delle precarie, delle più povere, delle giovani e delle migranti" afferma Roberta Ferruggia di Non una di meno-Palermo.

A supporto di queste posizioni giungono dati tanto allarmanti quanto inequivocabili: in Sicilia i consultori pubblici censiti nel 2017 sono 184 per 5milioni di abitanti. Essi storicamente sono stati luoghi di prevenzione, in cui si potevano trovare supporto medico e psicologico, sportelli informativi e di emergenza. Oggi sono sotto attacco, completamente definanziati, depotenziati e ridotti ad erogatori di servizi il più delle volte inefficienti e dequalificati.La legge prevede un consultorio ogni 20mila abitanti nelle aree urbane (ogni 10mila nelle aree rurali); solo le province di Enna (che lo supera), Agrigento e Caltanissetta hanno un valore adeguato, mentre le altre province sono al di sotto. Ecco che la media regionale risulta di un consultorio ogni 27 mila abitanti.

La legge viene completamente disattesa anche riguardo la gratuità della contraccezione che non viene ad oggi garantita dalla Regione Sicilia.

"La disponibilità di contraccettivi gratuiti è condizione necessaria per assicurare il diritto alla procreazione responsabile, con ricadute importanti sulla salute delle donne. Tutto ciò è insostenibile e le donne siciliane non sono più disposte ad accettarlo. È quanto mai necessario impegnarsi e imporsi da protagoniste per strappare sempre più spazi di libertà al sistema attuale intriso di maschilismo e patriarcato. Oggi le donne siciliane dicono NO all'obiezione di coscienza, la prevenzione è un diritto e noi abbiamo la libertà di decidere", afferma Ludovica Di Prima di Non una di meno-Palermo.

© Riproduzione riservata

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