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Dalla Sicilia a Bruxelles per il salario minimo, dai giovani una proposta di legge

Hanno consegnato agli eurodeputati una proposta di legge sul salario minimo. Tra loro ci sono anche dodici giovani siciliani che si sono presentati a Bruxelles per chiedere un intervento.

L'iniziativa è dell’associazione InOltre Alternativa Progressista, attiva a livello nazionale nella costituzione di policy paper, tavole rotonde e proposte di legge di carattere sociale. In visita al Parlamento Europeo, i giovani hanno presentato una proposta di legge sul salario minimo agli europarlamentari del Pd Franco Roberti, Simona Bonafè, Pierfrancesco Majorino e Massimiliano Smeriglio.

"L’Italia è tra i pochi Stati europei che non ha ancora legiferato compiutamente sul tema della retribuzione minima ed è in forte ritardo rispetto ad altri paesi vicini, come Francia, Germania e Spagna", spiegano. "Il testo - aggiungono attraverso una nota - poggia sulla convinzione che in un contesto come quello italiano, dove si ha una copertura di contrattazione collettiva pari all’80% (seppur con contratti siglati anche a 5.50 euro l’ora), non si può che intraprendere una strada ibrida che conduca a rinvigorire il contratto collettivo come strumento principe della definizione dei minimi contrattuali (esigibilità universale dei contratti collettivi) e prevedere per i settori scoperti il salario minimo legale. Si propone una preminenza del salario minimo contrattuale, in carenza del quale subentra il salario minimo legale, entrambi comunque non inferiori a 10 euro lordi l’ora.

Fra i vari punti, la proposta prevede anche sgravi fiscali a favore delle imprese; le sanzioni e il controllo da parte dell’Ispettorato del lavoro. 

Rita Stella Bosco, socia InOltre spiega: “All’interno del testo di legge sono state previste delle misure di tutela per il lavoratore e per il datore di lavoro; la flessibilità finora esercitata ha portato soltanto ad assumere posizioni all’interno di un gioco di forza che non garantiva un rapporto tra lavoratore e impresa sano. La forza di un rapporto di lavoro va ricercata e trovata, invece, in una legge come quella del salario minimo che rispetti entrambi gli estremi senza dimenticarsi delle dinamiche interne. Credo che una disciplina salariale all’interno del contesto italiano possa favorire anche la Sicilia che giornalmente vive la fuga dei cervelli proprio perché non viene riconosciuto in termini economici il valore delle proprie capacità, competenze e professionalità”.

Edward Richard Junior Bosco (componente del Dipartimento Cultura - InOltre) commenta: “Questa proposta di salario minimo che abbiamo consegnato è solo uno dei punti per rivendicare i diritti del lavoratore e la dignità del cittadino. L'Italia, si trova dinanzi a varie crisi che sono sanitarie, economiche, politiche e sociali e per questo dovremmo condurre delle narrazioni e delle politiche attive che supportino una nuova civilizzazione europea. Movimentiamo idee e persone per essere fautori del nostro destino”.

I siciliani dell'associazione sono: Rita Stella Bosco, Edward Richard Junior Bosco, Giulio Bono, Emna Kanzari, Francesca Spataro, Ornella Caracè, Giorgia Polizzi, Vincenzo Petronio, Gabriele Gentile, Cristina Accardi, Giordano Bozzanca e Ornella Spalletta.

© Riproduzione riservata

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