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Palermo, chiude la mostra dell'Inquisizione con la visita dell'arcivescovo Lorefice

Si è chiusa a Palermo la mostra internazionale Inquisitio contra haereticos. I processi dell’Inquisizione a streghe, eretici e società segrete con un evento impreziosito dalla presenza dell’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che «ha espresso - si legge nel comunicato diffuso dai curatori, Antonio Scaglione e Francesco Callari - vivo apprezzamento per il grande valore culturale e scientifico dell’esposizione, nonché, soprattutto, per la preziosità e la straordinaria rarità dei documenti esposti». La partecipazione dell'arcivescovo ha dato ulteriore forza alle parole - che ancora risuonano nelle sale di Villa Adriana, sede della mostra - tratte dalla Dichiarazione Nostra Aetate, promulgata il 28 ottobre 1965, nell’ambito del Concilio Ecumenico Vaticano II, da Paolo VI (proclamato Santo nel 2018 da Papa Francesco): «La Chiesa esecra, come contraria alla volontà di Cristo, qualsiasi discriminazione tra gli uomini e persecuzione perpetrata per motivi di razza e di colore, di condizione sociale o di religione».

A conclusione della visita, anche l’assessore comunale Antonella Tirrito, con delega ai Rapporti con le confessioni religiose, ha espresso parole di elogio e di ammirazione per la mostra, che, ha detto, «ha saputo fare emozionare e riflettere su temi, personaggi ed eventi fondamentali della nostra storia».

Nella settecentesca Villa Adriana, sede del Museo della Sicilianità, si è conclusa una mostra capace, per undici mesi, di indagare e dare risposte sul variegato e complesso fenomeno dell’Inquisizione, tesa a raccontare pagine significative della storia, non solo italiana, attraverso la fruizione diretta di emblematiche e rarissime testimonianze del passato, «rifuggendo - dicono i curatori - da qualsiasi pregiudizio ideologico e da leggende fuorvianti. Desideriamo ringraziare le istituzioni e le autorità che ci hanno sostenuto con il loro costante apprezzamento e, soprattutto, il capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha insignito la mostra con la Medaglia del Presidente della Repubblica».

È stato possibile allestirla grazie al contributo di tanti esperti. «Vogliamo davvero rendere grazie - aggiungono Scaglione e Callari - agli autorevoli componenti del Comitato scientifico, che hanno supportato la mostra, nonché agli straordinari professionisti e a tutte le maestranze, che hanno collaborato alla realizzazione e valorizzazione di tale iniziativa culturale. Intendiamo, infine, rivolgere un particolare e sentito ringraziamento ai tantissimi visitatori, soprattutto giovani, che hanno ammirato l’esposizione, decretandone così il notevole successo, in un periodo non facile».

Il progetto scientifico e divulgativo sull’evoluzione dell’Inquisizione non si ferma qui. Sono già in cantiere altre iniziative culturali, con un obiettivo ancora più ambizioso, la costituzione di un Museo, che, nel tempo, diventi, anche a livello internazionale, «luogo vitale di preservazione e divulgazione della documentazione storica, nonché stabile riferimento scientifico ed istituzionale per studiosi ed enti di ricerca, in ambito di diritti umani, libertà fonda mentali e giustizia penale», come si legge nella nota.

 

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