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Palermo inaugura "Mapping" del belga Julien Friedler, la prima mostra dopo l'emergenza

E’ dedicata all'artista belga Julien Friedler (Bruxelles, 1959) la prima mostra con cui la Fondazione Sant’Elia – e in maniera più ampia, la città di Palermo – rinsalda il suo rapporto con l'arte e la libertà. Il capoluogo siciliano ricomincia pian piano a risollevarsi e ha riaperto i suoi palazzi, le chiese, i musei.

Mapping” racchiude opere recenti di Julien Friedler, di chiara impostazione espressionistica, catartica, realizzati negli ultimi due anni. La personale, curata da Gianluca Marziani e Dominique Stella, si è inaugurata nella sede della Fondazione Sant’Elia al Loggiato San Bartolomeo, dove sarà visitabile fino al 7 luglio. Ingresso: 3 euro.

“Palermo si riprende i suoi spazi, e sceglie un artista che guarda alla vicina Africa, al Mediterraneo che è il nostro mare”, spiega il sindaco di Palermo Leoluca Orlando; “Riapriamo il Loggiato San Bartolomeo in totale sicurezza, attenti alle normative e al distanziamento del pubblico: perché la città ha bisogno dei suoi luoghi della cultura” interviene il sovrintendente di Fondazione Sant’Elia Antonio Ticali al fianco di Angela Fundarò, rappresentante del CdA della Fondazione.

Ad iniziare dall’ingresso del sito, ogni attenzione sarà per la sicurezza degli operatori della Fondazione Sant’Elia e del pubblico. Che potrà accedere a piccoli gruppi, e soltanto munito di mascherina. In caso contrario, verranno fornite al front office dove verrà anche misurata la temperatura dei visitatori con termo scanner. All'ingresso, un pannello ricorda le raccomandazioni contro il contagio, un percorso guidato con nastri e indicazioni sul pavimento, indica il percorso di visita. Un monitor segnalerà la presenza di pubblico e i tempi di attesa.

Julien Friedler è una figura singolare nel panorama mondiale dell'arte contemporanea. Il suo passato letterario, la formazione come psicanalista, l'amore per la filosofia e la scrittura di diverse opere erudite; ma anche il suo gusto per i viaggi e l'incontro con realtà diverse e lontane, hanno composto una personalità labirintica che trova nelle arti visive un'emblematica ipotesi realizzativa.

 

 

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