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Palermo, fiaccolata al Politeama per le donne iraniane oppresse dal regime

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Silenzio. In piazza Politeama risuonano solo tamburi che scandiscono il tempo per il battito delle mani delle centinaia e centinaia di persone che si sono riunite, ieri, protestando e manifestando solidarietà per la morte della 22enne iraniana Masha Amini, colpevole di non aver indossato correttamente il velo. La protesta assume ancor più forza alla notizia della morte di un’altra ragazza, ancora più giovane. Nika Shakarami, 17 anni, stava protestando proprio per la morte di Masha. Anche lei è stata punita.

«È stato tutto molto spontaneo - commenta Monica Longo, avvocato e tra le più attive in questa manifestazione -, è stato negato il diritto di essere donne e come le mie amiche e colleghe, coke professioniste ed esponenti di associazionismo forense siamo qui». Una collega anche con la toga.
Poi il minuto di silenzio, le candele accese e il velo nero indossato dalle donne di tutta la piazza.
«È molto bello che tantissime persone siano qui. Che gli importi di quello che succede a migliaia di chilometri di distanza da qui». Sono le parole (ha parlato in inglese) di Elnaz, giovane studentessa di Scienze politiche, che da circa un anno e mezzo vive qui. «La situazione nel mio paese è brutale: il governo ha aggredito e arrestato tanti studenti della Sharif University of technology, la più importante del mio paese». Elnaz sogna di poter tornare: «Penso sia il sogno di tutti poter tornare nel proprio paese. Adesso, però, non ci sono le condizioni».

 

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