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Festa dell'Albero, agrumi "di rinascita" piantati al giardino della memoria a Capaci

Si concludono dal "luogo della rinascita" gli appuntamenti della Festa dell'Albero, che quest'anno a Palermo ha visto coinvolti, su più giornate, scolaresche, istituzioni e cittadini, per incoraggiare sempre la consapevolezza dell’importanza del verde e degli alberi nel nostro ambiente. Oggi, è stata la volta di una visita tecnica organizzata dall'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Palermo, in collaborazione con l’Associazione Quarto Savona Quindici, con l’Istituto Superiore Majorana di Palermo, presso il Giardino della Memoria "Quarto Savona Quindici", un luogo simbolico dedicato a tutte le vittime della lotta alla mafia, che si trova a ridosso dell’autostrada A/29, nel Comune di Isola delle Femmine alle porte di Palermo, nei pressi della stele commemorativa di quella che è passata alla storia come “Strage di Capaci”, in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Sono stati piantatoi diversi alberi.

"Essere presenti ci riempie di emozioni – dichiara il Presidente dell’Ordine, Salvatore Fiore – ci tenevamo in maniera particolare a prendere parte a questa giornata, perché questo è un luogo di rinascita. Tra le specie che abbiamo voluto mettere a dimora in questa giornata di grande sensibilità, abbiamo scelto gli agrumi, in particolare il limone perché con le sue abbondanti fruttificazioni sia il simbolo della generosità, la stessa che hanno avuto gli uomini della scorta, che pur conoscendo il rischio del loro lavoro, hanno dato la loro vita per difendere la legalità e combattere la mafia".

"Il compito di questa giornata non si esplicherà in un unico momento di celebrazione, ma in un percorso virtuoso, che si è voluto siglare il 12 novembre con la firma di un protocollo d’intesa e che vedrà le parti coinvolte ed impegnate in un compito, che deve essere quello di “piantare, curare e mantenere”, ha aggiunto. Il 23 maggio al Giardino della memoria, commemoreremo, vedremo e sentiremo gli odori e gli aromi delle specie arboree messe a dimora quest’oggi, oltre a quelle arbustive ed aromatiche, che l’istituto Superiore Majorana realizzerà e metterà a dimora lungo i sentieri del giardino, che nel tempo cresciuti, attraverso i loro profumi e aromi, evocheranno l’impegno dei tanti angeli che hanno saputo contrastare il male".

"Queste iniziative – continua la Vice Presidente dell’Ordine, Silvia Martinico, sono di fondamentale importanza, specialmente per i più giovani che non hanno vissuto quei terribili momenti; avere memoria e non dimenticare serve a migliorarci ed uno dei compiti dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali è quello di realizzare e riuscire a mantenere, conservare e difendere qualcosa che rimanga alle future generazioni nel vero e pieno senso della sostenibilità, di cui tanto si parla ma che ancora c’è tanto da fare". L’evento è stato reso possibile grazie all’impegno e all’attivo coinvolgimento dell'agronomo Paolo Lo Bue.

All’evento erano presenti il Vice Presidente dell’Ordine e una rappresentanza del Consiglio, oltre al responsabile del dipartimento “Paesaggio, pianificazione e progettazione territoriale e del verde” dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, e il coordinatore del progetto, il Dott. Agronomo Giuseppe Leto il quale evidenzia l’importanza della tutela e valorizzazione delle aree verdi, essendo la tutela dell’ambiente e la legalità sono due facce della stessa medaglia. Presente anche il progettista del giardino l’Arch. Fabrizio Cassibba, la sig.ra Tina Montinaro la vedova di Antonio, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, e presidente dell’Associazione Quarto Savona Quindici e la professoressa Melchiorra Greco, dirigente scolastico dell’Istituto Superiore Majorana di Palermo.

Lo scorso 20 novembre, presso la contrada Beveraturella, a Palazzo Adriano, sono stati coinvolti invece i bambini della scuola elementare locale, accompagnati da docenti e genitori, ai quali è stato affidato il mandato di mettere a dimora i giovani alberelli di essenze autoctone e responsabilizzarli ad adottarli ed aiutarli a crescere ed a identificarli in se stessi.

© Riproduzione riservata

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