Mafia a Palermo, pene ridotte per 8 imputati nel processo "Addiopizzo 5" - Nomi e foto

La seconda sezione della Corte d'appello di Palermo ha ridotto le pene a otto imputati del processo "Addiopizzo 5", ispirato all'associazione antiracket più famosa in Sicilia, a partire dal 2004, quando fu costituita. Gli otto sotto accusa erano stati giudicati in Cassazione, nel 2018, e avevano ottenuto l'annullamento con rinvio solo per la misura della pena: si doveva cioè stabilire quale fosse la normativa a loro applicabile.

I giudici hanno accolto le tesi dei difensori, formulate davanti alla Suprema Corte dall'avvocato Domenico La Blasca e condivise, nel corso del giudizio cosiddetto "di rinvio", anche dal sostituto procuratore generale Ettore Costanzo. Per sette imputati il ricalcolo è stato fatto, dato che nel tempo si sono succedute una serie di norme, applicando le regole in vigore quando furono commessi i reati, dunque entro il 2008.

Un gruppo di condannati a 12 anni nel primo processo di appello si è così visto ridurre la pena a 9 anni e 4 mesi: si tratta di Mario Biondo, Giuseppe Lo Cascio, Michele Acquisto e Giuseppe Messina. Giuseppe Di Bella si vede ridurre la pena da 13 anni a 10 anni e 2 mesi; Pietro Bruno dovrà scontare 12 anni e 10 mesi anziché 16; Filippo Lo Piccolo 13 anni e 2 mesi (anche lui partiva da 16 anni). Infine Domenico Ciaramitaro, reduce da una condanna a due anni, ha avuto un anno e sei mesi.

Gli imputati fanno parte di un gruppo di estortori e di associati a Cosa nostra individuati dalla Squadra mobile di Palermo, con una serie di blitz iniziati nel 2008 nei mandamenti mafiosi di Resuttana, San Lorenzo, Tommaso Natale, nella parte occidentale della città e della provincia: contro di loro le accuse di alcune delle vittime, supportate dalle associazioni antiracket. I processi, nel complesso, hanno portato a infliggere circa tremila anni di carcere a oltre trecento imputati.

I processi Addiopizzo sono stati cinque, tutti con grandi numeri di arresti, diretti contro gli uomini del clan guidato da Salvatore e Sandro Lo Piccolo, condannati a 30 anni in appello e "non ricorrenti", come cinque coimputati che hanno rinunciato a una nuova impugnazione.

La prima sezione della Cassazione ha anche ribadito i risarcimenti in favore delle parti civili. Tra questi c'è proprio Addiopizzo (avvocati Salvatore Caradonna, Salvatore Forello e Valerio D'Antoni), che fa opera di convincimento e sostiene commercianti e imprenditori che accettano di denunciare e di testimoniare contro gli esattori del pizzo e i loro mandanti.

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