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Gli orrori nella stalla degli spaccaossa a Palermo: dalle lesioni al falso incidente scena dopo scena

L’organizzazione del falso incidente, delle lesioni e del risarcimento da parte dell’assicurazione veniva preparata in una stalla annessa ad una villa seicentesca in via Mango a Palermo, storica roccaforte della famiglia Cintura di Borgo Nuovo.

Tra gli episodi di lesioni documentate dagli inquirenti ne è stato documentato uno il 19 giugno 2017. Alle 16 arriva alla stalla Antonino Buscemi a bordo di una Hyundai i10 nera. Poi è il turno di Domenico Cintura, che apre le porte dei locali, e Salvatore Andrea Cintura. Pochi minuti dopo le intercettazioni documentano l'arrivo, a bordo di una Opel Zafira nera, di Vito Virzì, che sarà il “testimone” dell’incidente, e di Giuseppe Monti, il proprietario del secondo veicolo che sarà coinvolto nel sinistro stradale l'Opel Zafira.

Successivamente giungono sul posto anche Giovanni Napoli e Davide Mazzola che entrano nei locali con alcune borse con dentro gli strumenti della "tortura". La vittima predestinata è Manlio Lo Piccolo, disoccupato. Anche lui arriva alla stalla in perfetta forma fisica, ma ne uscirà malconcio e impossibilitato a camminare a causa delle gravi lesioni agli arti inferiori.

Alle 16,27 tutti i presenti rimuovono le auto davanti al magazzino per fare spazio alla Fiat Punto bianca che utilizzano per trasportare il ferito. Dall’auto escono il conducente Giuseppe Orfeo, Davide Mazzola e Manlio Lo Piccolo. Qualche secondo dopo, si nota sul posto anche Claudio Baglione, che poggia un casco che sarà utilizzato per il falso incidente dentro la Fiat Punto.

Alle 16,52, in appena dieci minuti, Manlio Lo Piccolo esce trasportato in braccio da Giovanni Viviano e posizionato dentro la Fiat Punto. Nella stessa stalla il 18 luglio 2017  viene trasportato lo scooter SH 300 utilizzato dal gruppo criminale per inscenare il falso incidente. Il ciclomotore è stato caricato sopra un furgone Porter bianco da Giuseppe Cintura.

Il falso incidente tra l'auto e uno scooter Honda SH viene inscenato a Mondello tra via Saline e via Ciane. Secondo il referto del pronto soccorso, Manlio Lo Piccolo ha riportato la “frattura bimalleolare della caviglia sinistra”, a seguito della quale quest’ultimo è stato ricoverato presso il reparto di Ortopedia all’ospedale Villa Sofia di Palermo.

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Gli indagati intercettati usano il termine “over”, impiegato nel mondo delle scommesse calcistiche, utile a descrivere l’esito del referto medico, che è andato al di là delle loro più rosee aspettative.

Le fasi del risarcimento. Dopo aver procurato le lesioni, inscenato il falso incidente stradale e assistito alle visite mediche di primo soccorso di Manlio Lo Piccolo, il gruppo criminale, si è occupato anche di mantenere successivamente i contatti con quest’ultimo per recuperare i documenti ospedalieri utili per il disbrigo della pratica infortunistica e la successiva azione risarcitoria. La pratica viene gestita da uno dei principali promotori dell’associazione, Luca Reina, mediante l’agenzia di infortunistica stradale “Studio Ellerre S.r.l.s”  a lui intestata.

Il 3 maggio 2018 viene erogata la somma di 3.000 euro per i danni al veicolo al proprietario dello scooter SH300, Arianna Desire Mannino, moglie di Salvatore Andrea Cintura. A seguito di accertemento presso l’Ufficio Sinistri dell’Unipolsai assicurazioni, risulta presentata da parte dell'agenzia “Studio Ellerre S.r.l.s”, una richiesta di risarcimento per i danni materiali e fisici subiti dai propri clienti Manlio Lo Piccolo, trasportato dallo scooter SH300, Vito Virzì il conducente dello scooter SH 300 e Arianna Desireè, proprietaria dello scooter.

© Riproduzione riservata

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