Tangenti e sgravi fiscali: chiesta riduzione della pena per 4 comunali di Palermo - Foto

Il procuratore generale Maria Grazia Puliatti, nel processo di secondo grado, chiede di ridimensionare le condanne inflitte a quattro degli imputati del processo per sgravi e sconti non dovuti, concessi da tre impiegati del Comune a un gruppo di imprenditori. Lo scrive Riccardo Arena in un articolo oggi sul Giornale di Sicilia in edicola.

Pene severissime, quelle inflitte dalla quarta sezione del Tribunale il 30 gennaio 2017, ma ora il pg si conforma alle richieste della Procura in primo grado: e così i dipendenti dell'Ufficio tributi Antonino Borsellino, Gaspare Tantillo (nipote di Giulio, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale) e Ida Ardizzone, da 12 anni ciascuno dovrebbero scendere a 8. Mentre Cesare Pagano, che nell'ufficio Tributi era funzionario e aveva avuto 10 anni, si vede richiedere dal rappresentante dell'accusa 6 anni e sei mesi.

I quattro dipendenti di Palazzo delle Aquile hanno ammesso in gran parte i fatti contestati, episodi di corruzione legati al pagamento di tangenti, per concedere gli sgravi e gli sconti a un gruppo di imprenditori che volevano evitare di pagare le tasse municipali, in particolare la Tares. L'operazione della polizia venne definitiva in maniera simbolica «Fintares», per rappresentare la finzione di un mancato pagamento che provocò un danno per il Comune, valutato attorno a 400 mila euro.

Il pg non chiede invece sconti per gli imprenditori, tutti comunque condannati a pene inferiori, ma non troppo basse. Unica eccezione per Vittorio Ferdico, titolare di due supermercati Sigma Fd alimentari srl, uno in via Don Orione e l'altro in via Portella della Ginestra; secondo la richiesta dell'accusa, dovrebbe scendere da 2 anni a un anno e otto mesi. Quattro anni e due mesi a testa dovrebbero invece essere confermati per Antonino e Luigi Vernengo, titolari della Expo Truck veicoli industriali srl, per Giuseppe Vassallo, titolare delle società Eden Rock e Eden Park, per Giuseppe Carnesi, che ha un'autorimessa a lui intestata, e per Giovanni Torres, responsabile della società Elettronica Torres.

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