Si sposta, si restaura e si affida alla comunità. Due carri del Festino – la famosa nave scenografica del greco Kounellis che nel 2007 fece scattare gli applausi del pubblico (capita raramente… ma capita), con la sua vela sbrilluccicosa di cristalli Swarovski, e il carro Luna dell’anno scorso – vengono trasferiti in quartieri difficili.
Il primo finora è rimasto, da parecchio tempo, a Villa Giulia, scardinato e abbandonato, stasera (18 settembre) è stato messo in movimento per essere trasferito all’Ecomuseo del Mare dove inizierà il restauro (che non lo renderà prezioso come nel 2007, ma bellissimo sì). L’11 ottobre – quando 400 bambini dello Sperone sfileranno con genitori, docenti e cittadini rivolgendo «preghiere ribelli» alla Santuzza contro i mali della società – raggiungerà la sua nuova casa, di fronte alla scuola Pertini, dove sta nascendo anche il nuovo murale di Giulio Rosk dedicato a Santa Rosalia. È un progetto del Comune con gli Amici dei musei siciliani.
Viaggio analogo tra qualche settimana per il carro Luna che è in condizioni discrete, spiaggiato in piazza Marina: ripulito, soprattutto le «nuvole», sarà portato nello slargo a fianco dell’Ospedale dei Bambini. «Affideremo i carri a chi ce li ha chiesti: sarà un atto di responsabilità degli abitanti dello Sperone e dell’Albergheria. Mi piace citare padre Pino Puglisi, «se ognuno fa qualcosa, si può fare molto»: ecco pensiamo che il messaggio che ogni carro conduce con sé, sarà la sua protezione; è patrimonio di tutti e non avrà bisogno di guardianìa», dice l’assessore comunale alla Cultura Giampiero Cannella. «Lo Sperone è una operazione definita, realizzata con Bernardo Tortorici e la preside Antonella Di Bartolo, mentre all’Albergheria siamo in contatto con le realtà religiose locali e pensiamo di trasferire il carro Luna prima di Natale», interviene Gaspare Simeti che ha seguito l’intera organizzazione del Festino.
Nel video il momento in cui il carro di Kounellis viene prelevato da Villa Giulia
3 Commenti
Cassandra
19/09/2024 16:21
Davvero mai del tutto compresa l’opera di Kounellis che oltre ad essere uno dei tanti carri realizzati per il Festino di Santa Rosalia è anche un’opera d’arte che racchiude in sé tutta la poetica artistica di Kounellis e la sua vicenda umana e personale. Sono certa che gli abitanti del quartiere dello Sperone faranno del loro meglio per tutelarla ma questa è un’opera che per il suo valore storico e artistico andava custodita all'interno di un Museo d’Arte Contemporanea. A questo punto, dopo essere stata letteralmente abbandonata alle intemperie a Villa Giulia per ben 17 anni, suggerirei di lasciare, almeno, che venga custodita all'interno dell’Ecomuseo del Mare.
Cassandra
19/09/2024 16:45
Tutte queste opere dovrebbero comunque essere conservate all'interno del tanto atteso Museo del Festino nel quale custodire le varie opere d’arte realizzate, le varie statue delle Sante, i disegni, i bozzetti originali, i modellini dei carri e i carri stessi. Tutto ciò non avrebbe soltanto un valore economico materiale ma ha soprattutto un valore fortemente identitario, di riappropriazione e di orgoglio, rafforzerebbe l’appartenenza, l’amore e il rispetto per la propria città. Invece non esiste un luogo nel quale è possibile fruire di una narrazione storica, non esiste un archivio di foto, immagini, interviste. Non esiste neanche un banale sito web, che sia luogo di memoria collettiva o dal quale assumere informazioni, in due parole non esiste memoria.
Fiat 1300
19/09/2024 20:24
Quando finirà lo spreco di denaro per il festino e i suoi carri sarà sempre troppo tardi