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A New York c'è una torta per il compleanno del sindaco di Palermo: peccato che il nome sia sbagliato

Il viaggio negli Usa per la promozione di Santa Rosalia. Piccola svista: Lagalla diventa Langella

Happy birthday, sindaco Roberto Langella. Oh, diomio, My God, che errore: volevano scrivere Lagalla. Peccato veniale. Siamo in America, terra straniera, italiano approssimativo, la svista si perdona con più indulgenza. Sbagliare il cognome del sindaco del capoluogo siciliano è questione di nulla se non si ha molta dimestichezza con la lingua di Dante. Si apprezzano, comunque, il pensiero e la buona volontà della comunità italoamericana che ha pensato a un gesto gentile per chi ha attraversato l'oceano per promuovere il Festino che compie quattro secoli. La grande torta in onore di Roberto Lagalla, rinominato mister Langella, in occasione del compleanno numero 69 (è nato a Bari il 16 aprile del 1955) è rettangolare e con i bordi azzurri. Il primo cittadino appare contento della sorpresa e ringrazia, thank you so much, grazie mille.

Nella Grande Mela, infatti, sono stati due giorni di celebrazioni. La prima in occasione di una serata organizzata dall’associazione culturale italiana di New York, dalla società Santa Rosalia, dalla Federazione italo-americana di Brooklyn e Queens e dalla Federazione siciliana del New Jersey. Il secondo appuntamento si è tenuto invece al Consolato italiano di New York. Una doppia commemorazione, capace di ricollegare l’evento religioso alle sue radici e alla sua cultura, anche fuori dai confini. Il programma prevede una serie di eventi e attività che avranno inizio a maggio e si concluderanno nel 2025. Musica, cultura, spettacolo, rappresentazioni storiche saranno presentate in tutte le zone della città e, in particolare, nel centro della città, al Cassaro, dove nei giorni del 14 e 15 luglio si terrà la grande storica processione di Santa Rosalia che si snoda dal Palazzo Reale e dalla Cattedrale fino al fronte del mare.

Il messaggio di Lagalla all’America è stato chiaro. L’invito sincero: «Il nostro è un evento di grande impatto, a cui partecipano migliaia e migliaia di cittadini e speriamo anche di visitatori provenienti dai paesi dove più presenti sono le comunità siciliane - continua Lagalla -. Speriamo che una gran parte provenga dagli Stati Uniti dove numerosissime sono le comunità appartenenti a famiglie che hanno avuto origine e radici in Sicilia. Vogliamo presentarci come una città avanzata - ha spiegato il primo cittadino - che cerca un’ibridazione virtuosa tra il passato e il presente, tra le sue radici e il suo futuro. Invitiamo tutti a unirsi a noi per visitare Palermo, ma anche per godere della città, per assaggiare il nostro cibo di strada, per scegliere le nuove opportunità dei voli diretti tra New York e Palermo. Questo è il sentimento con il quale vi accogliamo».

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