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Palermo, stipendi e ritardi: guerra all'ex Clinica Stagno e la Karol chiama in causa la Regione

LAVORO, Palermo, Politica
La sede della Karol Cta

Stato di agitazione dei lavoratori della Karol Cta (ex Clinica Stagno). I 40 dipendenti della Comunità terapeutica assistita di via San Lorenzo non hanno ancora ricevuto il saldo dello stipendio di ottobre. A proclamare lo stato di agitazione sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. Dura la replica dell'azienda, che si articola in tre momenti: riduce la portata del disagio, sottolinea una sorta di ingratitudine per il gruppo che he salvato la struttura, chiama in causa le responsabilità della Regione.

Nell’ultimo incontro, nella sede della Karol, il presidente Marco Zummo aveva assicurato alle organizzazioni sindacali, firmatarie dei contratti Aiop e Uneba, che entro la fine del mese di novembre avrebbe saldato il restante 70 per cento degli stipendi. «Purtroppo - dice Michele Morello, segretario Fp Cgil Palermo - registriamo che ancora oggi non tutti i lavoratori hanno percepito le spettanze che sono state saldate solo in alcune strutture del gruppo Karol, alla Rsa di Villabate e a dipendenti della Clinica Cosentino Hospital. La stragrande maggioranza dei dipendenti della Cta ex Stagno ancora non ha ricevuto nulla. Il 28 novembre il presidente ci aveva spiegato che i motivi del ritardo erano cessati e che i lavoratori sarebbero stati tutti quanti pagati».

Situazione analoga si era verificata anche nel mese di ottobre ma poi i pagamenti erano arrivati, sia pur in ritardo, e lo stato di agitazione era rientrato. «Se la situazione non dovesse risolversi siamo pronti a prevedere anche giornate di sciopero - aggiunge Morello -. I lavoratori hanno dimostrato senso di responsabilità e hanno atteso fino a oggi con pazienza».

La Karol replica che le sigle sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione «rappresentano solo una parte dei 40 dipendenti della struttura Karol Cta (ex clinica Stagno) di via San Lorenzo» e aggiunge, a proposito dell’«asserito ritardo nel pagamento dello stipendio di ottobre», che «oggi i bonifici che erano stati già disposti per tutti i lavoratori della Karol sono arrivati anche a quelli della Cta». Per l’azienda, pertanto «si sta disquisendo di tre giorni lavorativi (di asserito ritardo), necessari per far giungere i pagamenti ai 350 lavoratori per un’azienda che ha sempre rispettato gli impegni assunti con i lavoratori ed i sindacati ed operato nel pieno rispetto delle consuetudini derivanti dalla ormai settennale attività, che ha visto la piena, regolare e tempestiva erogazione degli stipendi spettanti a tutti i propri 350 dipendenti del Gruppo, divenuti 700 a seguito dell’operazione di acquisizione della gestione delle strutture in Calabria della Fondazione Betania Onlus».

Poi Karol sottolinea che «stupisce che tale azione di protesta parta proprio dalla Cta ex clinica Stagno, azienda che il Gruppo Karol ha provveduto a risanare, ristorando a tutti i lavoratori gli arretrati che avevano maturato con la precedente gestione e che tutt’oggi continua a finanziare nonostante si trovi strutturalmente in perdita, com’è noto ai sindacati, per effetto di una norma assessoriale che prevede per la Cta Stagno un pagamento ridotto in modo ingiustificato rispetto a tutte le altre Cta della Regione Siciliana a cui viene applicata una tariffa pro-die maggiore di circa euro 50 per ogni ospite».

«Tale norma - spiega la nota del gruppo - è stata giudicata «prima facie” dal tribunale di Palermo radicalmente nulla ed è stato emesso un decreto ingiuntivo nei confronti dell’Assessorato e dell’Asp di oltre 3 milioni, somme sin qui sottratte alla gestione Karol. Ciononostante abbiamo continuato a garantire il pagamento di tutti i lavoratori e i sindacati ritengono giustificato ricorrere ad uno stato di agitazione per un pagamento già effettuato. Ad oggi, peraltro, è pendente un procedimento di transazione con la Regione per risolvere la querelle che è fermo da mesi all’avvocatura dello Stato che si spera a questo punto si possa chiudere al più presto per evitare ulteriori disagi alla gestione».

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