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L'Ars vota il deputato-segretario: è D'Agostino, eletti anche i vertici delle commissioni

Su richiesta del governatore Renato Schifani la seduta per le dichiarazioni programmatiche è stata spostata dal 29 novembre al primo dicembre

L’Ars ha eletto Nicola D’Agostino, del gruppo di Forza Italia, deputato-segretario con 45 preferenze; 55 i votanti, 9 schede bianche, un voto per Gianfranco Miccichè. D’Agostino si aggiunge ai tre segretari eletti nella precedente seduta parlamentare: Riccardo Gallo (FI all’Ars), Giuseppe Galluzzo (FdI) e Serafina Marchetta (Dc Nuova). Come avevano anticipato, gli otto deputati dei due gruppi di Cateno De Luca non hanno partecipato al voto.

Sono stati anche eletti gli uffici di presidenza delle commissioni parlamentari all’Ars. Affari Istituzionali: presidente Ignazio Abbate (Dc Nuova); Bilancio: presidente Dario Daidone (FdI); Attività produttive: presidente Gaspare Vitrano (Fi); Territorio e Ambiente: presidente Giuseppe Carta (Mpa); Lavoro: presidente Fabrizio Ferrara (FdI); Sanità: presidente Pippo Laccoto; Ue: presidente Luigi Sunseri (M5s).

E all’Ars è andato in scena il «voto controllato e segnato» per l’elezione degli uffici di presidenza delle commissioni parlamentari.
È stata questa la strategia scelta dalla maggioranza, pare con la compiacenza anche di qualcuno delle opposizioni, per scongiurare sorprese. Per evitare i «franchi tiratori», ogni componente di commissione avrebbe avuto assegnata la modalità di voto: e così c’è chi ha votato scrivendo prima il nome e il cognome del candidato presidente prescelto, chi prima il cognome e poi il nome, chi il nome puntato con l’iniziale e il cognome per esteso e così via.

«Un modo per evitare scivoloni», ammette un parlamentare. La strategia è servita. Nessuna sorpresa, tutto per la maggioranza è filato liscio. In ogni commissione è stato eletto il presidente secondo le previsioni. «Purtroppo è la conferma di un clima non proprio idilliaco», sussurra un altro deputato del centrodestra.

Infine su richiesta del governatore Renato Schifani, la seduta dell’Ars per le dichiarazioni programmatiche è stata spostata dal 29 novembre all’1 dicembre. Lo ha comunicato il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, prima di chiudere i lavori d’aula.

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