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I Comuni non sono obbligati a stabilizzare gli Lsu: il Tar dà ragione al sindaco di Corleone

Palermo, Politica
Nicolò Nicolosi, sindaco di Corleone

I Comuni non sono obbligati a stabilizzare gli Lsu precari. Lo ha stabilito il Tar in una sentenza con la quale ha risolto una controversia tra l'amministrazione municipale di Corleone e un lavoratore.

Il signor G.M.D. presta servizio dal 1997 come lavoratore socialmente utile presso il Comune di Corleone. Nel 2017 il Comune ha adottato con deliberazione un programma di uscita dal bacino del precariato per gli Lsu del Comune. Obiettivo era stabilizzare tramite contratti a tempo indeterminato parte dei lavoratori socialmente utili in servizio presso l’amministrazione comunale. Tuttavia, nel 2020 lo stesso Comune si è visto costretto ad aggiornare il programma, tramite successive delibere, a causa di alcuni interventi normativi che hanno di fatto posto dei limiti alle assunzioni di nuove risorse umane da parte delle amministrazioni comunali.

A quel punto, però, il signor G.M.D. ha deciso di impugnare innanzi al Tar di Palermo il provvedimento. Con il suo ricorso ha chiesto al giudice amministrativo di accertare e dichiarare l’illegittimità delle delibere impugnate, sulla scorta della pretesa erroneità delle motivazioni, sia di natura economica, sia di natura organizzativa, che avevano portato il Comune a non prevedere nell’immediato le stabilizzazioni.ù

Tramite il deposito della propria memoria difensiva il Comune di Corleone, in persona del sindaco Nicolò Nicolosi, si è costituito in giudizio con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, il quale, ha affermato l’infondatezza delle doglianze presentate dalla controparte, sostenendo che, in primis non grava in capo al Comune di Corleone alcun obbligo, ma solo la facoltà di prevedere la stabilizzazione degli Lsu ancora precari, ed in secondo luogo, che qualunque processo di stabilizzazione o di assunzione di nuovi dipendenti comunali deve essere preceduto da un attenta valutazione della sua sostenibilità economica, per cui, nel caso in oggetto, tale processo resta condizionato alla situazione finanziaria del Comune di Corleone, la quale non avrebbe permesso, nei prossimi anni, un ulteriore aggravio della spesa per il personale in servizio.

Il 22 agosto il Tar di Palermo, condividendo le argomentazioni di Rubino, ha rigettato il ricorso. Pertanto, sottolinea il legale, è stata dimostrata in giudizio la legittimità delle determinazioni adottate dal Comune di Corleone con le succitate delibere, nonché l’infondatezza delle doglianze del ricorrente.

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