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Home Politica Avvocato, ai vertici dell'Ast e 3 volte consigliere a Palermo: la parabola di Giulio Cusumano, arrestato per truffa
IL PERSONAGGIO

Avvocato, ai vertici dell'Ast e 3 volte consigliere a Palermo: la parabola di Giulio Cusumano, arrestato per truffa

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L'ex consigliere comunale Giulio Cusumano

"Mi fermo qui. Sono stato eletto con Orlando e non mi pento di nulla, ma i tempi sono cambiati. Non possiamo più dare nulla, non c'è maggioranza". Queste parole erano state l'ultimo atto dell'avventura di Giulio Cusumano a Sala delle Lapidi. Lo scorso luglio aveva scelto la strada delle dimissioni, tornando alla sua professione forense e annunciando di lasciare "perchè voglio la libertà di parlare, senza avere l’obbligo di votare atti. Ma poi votare che cosa? La maggioranza non c’è“.

Oggi Cusumano, avvocato che compirà 48 anni il 23 maggio, è finito ai domiciliari insieme al cantante Alessio Scarlata, accusati di truffe ai danni dello Stato e falsi in atti pubblici.

Travagliata la storia di Cusumano al consiglio comunale di Palermo dove fu eletto tre volte. L'ultima nel 2017 in una delle liste civiche a sostegno di Leoluca Orlando con 2.267 voti. Nel 2020, però, aveva lasciato il gruppo dei Comitati Civici per aderire ad Azione di Carlo Calenda, un'avventura durata poco perché appena l'anno dopo decise di dimettersi.

Non meno ricca di colpi di scena la sua precedente esperienza politica. Era stato eletto la prima volta a Sala delle Lapidi nel 2007 a soli 33 anni diventando capogruppo dell'Mpa, ma dopo una brevissima esperienza nella giunta Cammarata era stato scelto come vicepresidente dell'Ast, l'azienda trasporti controllata dalla Regione. Dal 2012 al 2017 la sua seconda elezione al consiglio comunale, questa volta in una lista civica di centrosinistra.

Ma Cusumano fu anche al centro della cronaca quando nel 2o18 il suo nome finì nella presunta rete di dossieraggio dell'ex presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante. Cusumano raccontò di essere stato messo sotto pressione al punto da dover rivelare la sua omosessualità alla famiglia. I fatti risalgono al periodo in cui era ai vertici dell'Ast e da vicepresidente si era opposto alla fusione con la Jonica Trasporti che vantava una partecipazione dello stesso Montante.

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