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Teatro Massimo di Palermo, la Fials chiede il taglio delle consulenze

I fondi alternativi per il Teatro Massimo, trovati dal Comune di Palermo attraverso il budget della tassa di soggiorno, non soddisfano in pieno il sindacato Fials-Cisal, che punta l'indice ancora sul mancato contributo previsto per la Fondazione. «Il contributo di 2,9 milioni relativo al 2021 - sottolinea il segretario della Fials di Palermo, Antonio Barbagallo - andrebbe completamente perso, mentre sul 2022 - di fatto - verrebbe operato un taglio di quasi il cinquanta per cento».

Al Teatro Massimo, ricorda la Fials, spetteranno 1.500.000 euro. Il sindaco Leoluca Orlando inoltre ha disposto che, senza attendere l'approvazione del bilancio, si utilizzino in favore del Teatro Massimo le somme già incassate per imposta di soggiorno al 15 gennaio, pari ad oltre 500 mila euro, e sin da ora disponibili, nonché le restanti somme che verranno a scadenza il 15 aprile e trimestri successivi.

«Nel piano di rientro previsto dalla Fondazione e comunicato dal Sovrintendente con una nota del 17 marzo – prosegue il segretario provinciale della Fials - non vi è l’ombra di tagli alle numerose consulenze delle quali il Teatro Massimo si avvale da tempo. In un momento drammatico come questo è impensabile continuare ad avvalersi di figure che risultano essere spesso e volentieri ridondanti. Se necessario la Fials-Cisal si rivolgerà agli organi competenti per richiedere un parere in merito e l’eventuale corretta applicazione della legge».

 

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