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Presunte firme false a Palermo, Di Maio: la procura deve far luce

PALERMO. Il caso delle firme a Palermo? «È un fatto risalente al 2012 quando io non ero ancora entrato in Parlamento. Io spero che la procura faccia luce su questo caso il prima possibile. La cosa migliore da fare è trasferire tutto alla procura, che accerterà. Io tengo a precisare che i colleghi che vengono citati in questa vicenda hanno già querelato chi li accusa. Se ci saranno delle prove che danno responsabilità in capo a qualcuno il M5S ha sempre agito prima della magistratura». Così Luigi Di Maio, ospite di Unomattina.

La Procura di Palermo, che ha aperto un'indagine sulle presunte firme false apposte per la presentazione della lista del M5s alle elezioni comunali del 2012, ha intanto delegato alla Digos l'acquisizione sia dell'elenco con le firme necessarie per la lista, prodotto all'Ufficio elettorale del Comune, sia di quello con le sottoscrizioni a sostegno della candidatura a sindaco di Riccardo Nuti, attualmente deputato nazionale del Movimento.

La polizia avrebbe già preso i documenti indicati dai magistrati. L'inchiesta è coordinata dall'aggiunto Dino Petralia e dalla pm Claudia Ferrari.

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