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IL CASO PALERMO

Un attivista M5s: «Così andò la sera delle firme ricopiate»

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PALERMO. «Adesso riesco a collegare tutto. Il misterioso furto, i resti del bivacco notturno in sede. Ecco cosa avvenne e chi sapeva delle firme». Vincenzo Pintagro, attivista grillino palermitano, ricostruisce il caso delle presunte firme false ricopiate dal Cinque Stelle in occasione della candidatura di Riccardo Nuti, nel 2012, a sindaco di Palermo.

La vicenda era esplosa nel 2013 con un’inchiesta che però finì archiviata. In sostanza a causa di un errore nei moduli per raccogliere le firme a sostegno della candidatura di Nuti, gli attivisti avrebbero ricopiato le firme in nuovi moduli corretti. L'inchiesta, nata da un esposto anonimo, fu però archiviata.

Ora il caso è riesploso sollevato dalla trasmissione le Iene che ha ricevuto dei moduli dai quali si evince come quelle depositate dai Cinque Stelle siano false. Tutto sarebbe accaduto a marzo, a un mese circa dalle elezioni.

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