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Palermo, bando per il recupero dell'ex Roosevelt dell'Addaura: diventerà un centro d'eccellenza per l'ambiente

La struttura, spiega l'Arpa Sicilia, sarà un punto di riferimento del Mediterraneo per la biodiversità, la ricerca e l’innovazione

L'ex Roosevelt dell'Addaura

Il vecchio Istituto Roosevelt di Palermo (nella foto sopra), sul litorale dell’Addaura, verrà riammodernato e diventerà un punto di riferimento del Mediterraneo per la biodiversità, la ricerca e l’innovazione. È quanto si apprende leggendo i comunicati diffusi dalla Regione e dall’Arpa Sicilia, l’agenzia della protezione ambientale.

«Palermo - sottolinea quest’ultima - si proietta verso un futuro all'insegna della sostenibilità ambientale e dell'innovazione grazie alla pubblicazione di un bando di circa 21 milioni di euro per la realizzazione dei laboratori ad alta tecnologia dell’Arpa Sicilia e della sede della direzione generale, in più di 3.800 metri quadrati, e del futuro centro di eccellenza per la sostenibilità ambientale, la salute umana e la tutela della biodiversità che si estenderà in una superficie di 3.980 metri quadrati».

L'avvio del progetto, con lo sblocco del bando per il recupero dell’ex Roosevelt, voluto dal presidente della Regione Renato Schifani, «offre un'opportunità - prosegue la nota - senza precedenti per il Mediterraneo, grazie al ruolo che svolge Arpa Sicilia, organismo di riferimento per il monitoraggio ambientale e la ricerca scientifica, a livello regionale, nazionale ed internazionale». Il progetto, oltre gli aspetti puramente scientifici e formativi, ha come obiettivo quello della rivalorizzazione del Roosevelt, restituendo e rendendo fruibile ai cittadini alcune aree esterne che si estendono per oltre 80 mila metri quadrati. «Un esempio - fa rilevare l’Arpa - di come una città può trasformare sfide ambientali in opportunità». «Con il bando - dichiara Vincenzo Infantino (nella foto sotto), direttore generale di Arpa Sicilia - l’Agenzia potenzierà le attività istituzionali di monitoraggio e controllo con i nuovi laboratori ad alta tecnologia, e il Roosevelt sarà un riferimento per la ricerca scientifica avanzata, contribuendo al posizionamento di Palermo e della Sicilia come un centro di eccellenza in questo settore cruciale. Grazie alla collaborazione di esperti in varie discipline, inoltre, il Roosevelt diventerà luogo per lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per affrontare le sfide globali legate alla tutela dell'ambiente, della salute umana, della biodiversità e del clima».

Il progetto nacque su iniziativa di Arpa Sicilia nel 2018 e negli ultimi anni Palazzo d’Orléans ha ridisegnato il futuro del complesso che si affaccia sul mare dell’Addaura siglando accordi con Ismett, Enea e Cnr con i quali è stata costituita un'Associazione temporanea di scopo. I lavori richiesti dal bando prevedono, tra l’altro, l’installazione di sistemi tecnologici avanzati per l’efficientamento energetico, il monitoraggio delle emissioni inquinanti e la produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all’autoconsumo.

Il bando della Regione consente di sbloccare, grazie all’intervento dell’ufficio per il contrasto al dissesto idrogeologico, la lunga impasse per il recupero dei padiglioni che si trovano all’interno dell’ex istituto Roosevelt, gestito in passato dai padri vocazionisti e di proprietà del demanio regionale. Il team, diretto da Maurizio Croce, ha pubblicato la gara per affidare i lavori per la manutenzione strutturale dei locali destinati a ospitare gli uffici dell’Arpa, dell’Ispra e della Soprintendenza del Mare. Il finanziamento ammonta a quasi 21 milioni di euro. L’importo a base d’asta del bando è di 15 milioni e le offerte potranno essere presentate fino al prossimo 29 febbraio. «Un passaggio cruciale - sottolinea il presidente della Regione, Renato Schifani, a cui fa capo la Struttura commissariale - per sfruttare le grandi potenzialità di quest’area, in passato colpevolmente abbandonata, e ridarle nuova vita, realizzando, in sinergia con i maggiori centri di ricerca, un grande polo scientifico che operi nel campo della salvaguardia ambientale, diventando un punto di riferimento nel bacino del Mediterraneo attraverso percorsi di divulgazione, orientamento e alta formazione».

Schifani ha voluto anche sottolineare il lavoro svolto dagli uffici di piazza Ignazio Florio. «Mentre in tutta Italia - ha detto il presidente - le nuove disposizioni introdotte a partire dal primo gennaio dal nuovo codice dei contratti pubblici stanno pressoché paralizzando l’attività delle grandi stazioni appaltanti, la Regione Siciliana, con la Struttura per il contrasto al dissesto idrogeologico, prosegue senza rallentamenti e, in questi primi dodici giorni dell’anno, ha già pubblicato tre bandi attraverso la propria piattaforma telematica, attenendosi scrupolosamente ai parametri introdotti in tema di digitalizzazione». I tre bandi prevedono complessivamente interventi per oltre 16,5 milioni di euro e riguardano il recupero dell'ex istituto Roosevelt a Palermo, il consolidamento del centro abitato nel Comune di Rometta e la messa in sicurezza di contrada Fornace a Limina, entrambi nel Messinese. «Ritengo giusto dare merito al team di professionisti che opera in questo settore delicatissimo e al quale, proprio in vista delle prevedibili difficoltà di natura tecnica e interpretativa a cui saremmo andati incontro, avevo sollecitato un ulteriore sforzo per non rallentare un’attività che ha il solo scopo di assicurare l’incolumità della gente in ogni parte dell’Isola. Proseguiremo senza sosta in questa direzione – assicura Schifani – , pronti a raccogliere tutte le segnalazioni di pericolo che provengono dal territorio per intervenire con celerità, dopo aver messo a disposizione le risorse necessarie».

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