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L'ANALISI

Criptovalute e riciclaggio on line, Cuva: "Mancano le regole, la mafia trova terreno fertile"

di
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Angelo Cuva

La relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia ha messo in luce l'attenzione delle organizzazioni criminali il mondo digitale. Ed emerge il crescente ricorso "a pagamenti effettuati con criptovalute quali i Bitcoin e più recentemente i Monero che non consentono il tracciamento e sfuggono al monitoraggio bancario". Dalle criptovalute all’e-commerce, sono infatti in continua espansione i terreni del riciclaggio on line. Dunque servono più controlli ma sono indispensabili anche normative che al momento non ci sono.

Ne è convinto l'avvocato palermitano Angelo Cuva, docente di Diritto Tributario all'Università di Palermo, vice presidente dell'Unione tributaristi. "La tendenza che viene evidenziata nella relazione della Dia, da analista giuridico ed economico non è nuova, della presenza delle mafie nella criminalità in economia. Minori episodi di violenza e più operazioni economiche - spiega Cuva -, nelle attività che riguardano la circolazione del denaro, quindi il riciclaggio, con le nuove tecnologie. Questo conferma un dato che non ci sorprende: la criminalità non è più quella con la lupara o con i mitra ma si sposta verso il versante economico. Uno degli indicatori più significativi è quello della crescita esponenziale delle segnalazioni di operazioni sospette che si sono molto incrementate. Evidenzia come la penetrazione nell'ambito economico sia un versante nel quale sicuramente la criminalità sfrutta le tecnologie digitali con finalità non nobili. Un settore da tenere in grande attenzione".

La criminalità ha, dunque, trovato nel digitale terreno fertile. Le ragioni?

"I profili che dobbiamo valutare in termini di prospettive e soluzioni devono partire dal perchè si utilizzano questi strumenti. È evidente la crescita di criptovalute, come il monero. Una particolare valuta che viene scelta perchè garantisce maggiormente l'anonimato, la privacy. Le mafie cercano di privilegiare strumenti che favoriscano un passaggio 'invisibile', anonimo, non tracciato del danaro ed allo stesso tempo molto veloce".

Come contrastare questo fenomeno?

"Bisognerebbe secondo me sfruttare le risorse che sono previste dal recovery plan, circa 50 miliardi da utilizzare per favorire la digitalizzazione, che purtroppo in Italia ancora non è così diffusa, e anche per creare contrasto e protezione contro abusi e utilizzo criminale di questi strumenti. Orientare le risorse non solo nel creare infrastrutture ma anche per strumenti di controllo, monitoraggio. Tutto quello che è necessario da sostegno alle autorità preposte che svolgono compiti di contrasto, come la Guardia di finanza, la polizia postale, che operano in questo ambito. Creare quindi una digitalizzazione protetta dagli abusi".

Ma sul fronte normativo ci sono dei vuoti che andrebbero colmati...

"La regolamentazione legislativa manca a livello globale e riguarda questi fenomeni, le monete virtuali, le criptovalute. Questo crea una enorme difficoltà per la localizzazione, con impatti sul profilo fiscale e tributario. Mancando una regolamentazione con la quale tutti i Paesi parlino la stessa lingua, non essendoci nozioni condivise, è chiaro che si va in una direzione molto complessa e difficile. Non è facile andare a disciplinare in modo organico queste transazioni, identificarle. Singoli paesi hanno normative che non sono organiche e che non si collegano a quelle di altri Paesi".

Come agire dunque?

"È necessario che ci sia una normativa sovranazionale, ma non solo. L'Unione europea dovrebbe dialogare anche con gli altri ordinamenti perché se non c'è l'identificazione di alcune regole condivise è chiaro che questo porta a confusione e difficoltà nell'andare a identificare sotto il profilo fiscale il Paese competente a trattare una determinata operazione. In questo contesto patologico vanno favoriti, incentivati i modelli di controllo e gestione delle attività imprenditoriali. Strumenti tesi a favorire la legalità, il rispetto delle norme. Ma si tratta di un sistema che ha dei costi notevoli".

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